GINEVRA - Mentre la nave da crociera MV Hondius prosegue la sua navigazione verso Tenerife, le autorità sanitarie internazionali cercano di ricostruire la catena del contagio.
Il focolaio, che ha già causato tre decessi e almeno cinque casi confermati, ha attivato protocolli di emergenza in Sud America e in Europa. L’Hantavirus, patologia trasmessa da roditori infetti per la quale non esistono vaccini, resta una delle minacce biologiche più monitorate del momento.
Il ministero della Salute argentino, dopo un vertice con i rappresentanti delle 24 Province, ha dichiarato che non è ancora possibile confermare dove sia avvenuta l’infezione della coppia olandese (le prime vittime del focolaio). Sebbene l’imbarcazione sia salpata il 1° aprile da Ushuaia, i due turisti avevano viaggiato tra Argentina, Cile e Uruguay sin dal novembre precedente.
In risposta all’incertezza, il governo di Buenos Aires ha disposto un potenziamento immediato della sorveglianza epidemiologica su tutto il territorio nazionale. Il quadro è già critico: dall’inizio del 2026, in Argentina si sono registrati 42 contagi, indipendentemente dal focolaio marittimo.
La svolta nelle indagini è arrivata dai test effettuati su un passeggero sbarcato in Sudafrica, che hanno identificato il ceppo “Andes”. Questa variante è tipica del Cile meridionale e della Patagonia argentina (Chubut, Río Negro e Neuquén). Poiché il ceppo Andes è l’unico noto per la potenziale trasmissione da persona a persona, l’allerta è massima.
Il Cile ha già risposto disponendo l’isolamento preventivo di due cittadini cileni sbarcati dalla Hondius. Nonostante siano attualmente asintomatici, le autorità di Santiago li sottoporranno a monitoraggio costante per escludere la presenza del virus.
Intanto, il Regno Unito ha confermato un terzo caso sospetto: si tratta di un uomo che si trova attualmente sulla remota isola di Tristan da Cunha, nell’Atlantico meridionale. Questo si aggiunge ai due cittadini britannici già ricoverati in ospedale nei Paesi Bassi e in Sudafrica.
Per i connazionali ancora a bordo della nave, Londra ha predisposto un piano d’emergenza rigoroso che prevede l’assistenza allo sbarco da parte di funzionari governativi, i quali accoglieranno i passeggeri al loro arrivo a Tenerife previsto per domenica.
Per il rientro è stato noleggiato un volo di rimpatrio esclusivo, dedicato ai cittadini e all’equipaggio britannico, che una volta nel Regno Unito dovranno osservare una quarantena ferrea con un periodo di isolamento di 45 giorni, durante il quale saranno sottoposti a test continui e a un attento monitoraggio.
Le autorità sanitarie argentine e cilene temono che il focolaio della MV Hondius possa innescare nuove catene di trasmissione una volta che i passeggeri saranno rientrati nelle proprie comunità. Il ministero della Salute argentino ha esortato il personale medico a migliorare la capacità di individuazione precoce, ricordando che la rapidità diagnostica è l’unica arma a disposizione contro un virus privo di cure specifiche.