ROMA - Elly Schlein prosegue il suo lavoro di tessitura internazionale tra le forze progressiste, mentre in Italia resta aperta la partita sulla leadership del centrosinistra e sulla scelta di chi dovrà sfidare Giorgia Meloni alle prossime politiche. 

Dopo le foto di metà aprile con il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e con il premier spagnolo Pedro Sánchez al summit progressista di Barcellona, la segretaria del Pd è attesa a Toronto per un nuovo appuntamento delle forze socialiste e democratiche. Qui è previsto anche un incontro con l’ex presidente americano Barack Obama, da sempre uno dei suoi riferimenti politici. 

Schlein ha raccontato di non averlo mai incontrato personalmente, pur avendo partecipato da volontaria alle campagne elettorali del 2008 e del 2012, quando Obama correva per la Casa Bianca. “Sarà il nostro primo incontro”, ha spiegato. 

L’ex presidente americano interverrà con un discorso sul “patriottismo positivo”, e a margine di quel panel è previsto il colloquio con la leader dem, che parlerà invece poco prima della chiusura affidata al premier canadese Mark Carney. 

Per Schlein, la tappa nordamericana è “un altro tassello” nella costruzione di una “rete globale di forze progressiste e democratiche”, alternativa a chi mette in discussione il multilateralismo e punta sulla forza invece che sul dialogo e sulla cooperazione. 

Il messaggio politico guarda anche all’Italia: la segretaria Pd si muove sulla scena internazionale, mentre nel campo largo si discute di metodo e leadership. Non è chiaro come sarà scelto il candidato premier del centrosinistra, ma Schlein sembra comunque voler consolidare il proprio profilo fuori dai confini nazionali. 

Da Avs, intanto, Angelo Bonelli esclude la necessità di un “federatore” esterno: “Abbiamo grande fiducia in Conte e Schlein, come Conte e Schlein hanno grande fiducia in noi. Sarà una scelta collettiva, non siamo abituati a fughe in avanti di stampo personalistico”, ha affermato.