BERLINO - Il prossimo 23 maggio, il Comites di Berlino promuoverà l’iniziativa Justice for Comfort Women, un incontro dedicato alla memoria delle donne vittime di schiavitù sessuale da parte dell’esercito imperiale giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale, all’interno di un percorso culturale e civile che il Comitato degli italiani all’estero ha progressivamente costruito negli ultimi anni attorno ai temi della memoria storica, dei diritti umani, dell’inclusione sociale e del contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza.

L’evento nasce da una collaborazione con il museo berlinese dedicato alle comfort women, creato dall’associazione della comunità coreana in Germania, e si inserisce in una più ampia rete di relazioni che il Comites ha sviluppato con realtà associative, culturali e civiche della capitale tedesca, con l’obiettivo di trasformare il lavoro istituzionale rivolto alla comunità italiana in uno spazio di confronto internazionale sui temi della democrazia, della dignità umana e della responsabilità storica.

A spiegare le ragioni di questa scelta è il presidente del Comites di Berlino, Federico Quadrelli, che sottolinea come il tema delle comfort women non possa essere considerato distante dall’esperienza europea e italiana del Novecento: “Le atrocità della guerra non possono essere discusse in un recinto stretto, quello della nostra esperienza diretta. Il filo rosso che lega le storie di questi paesi con queste atrocità è tema della memoria. E non ci si può voltare dall’altra parte”.

L’iniziativa, racconta Quadrelli, nasce in maniera spontanea, non da una programmazione costruita a tavolino ma da una serie di incontri e connessioni maturate nel tempo nella società berlinese, anche attorno al dibattito sviluppatosi in Germania sulla presenza della cosiddetta statua Ari, monumento simbolo della memoria delle vittime asiatiche della schiavitù sessuale di guerra, al centro negli ultimi anni di tensioni diplomatiche tra Giappone e Germania.

“Ho partecipato da privato cittadino a degli incontri e mi sono interessato al lavoro dell’associazione coreana”, spiega il presidente del Comites. “Vengo dalla Versilia, dove c’è Sant’Anna di Stazzema, dove è stato consumato un massacro ad opera delle SS con la complicità dei fascisti italiani. Non fu risparmiato nessuno: anziani, donne e bambini”.

Da questo coinvolgimento diretto è nato anche un contributo concreto al lavoro del museo: è stato infatti lo stesso Quadrelli a tradurre in italiano le biografie delle donne sopravvissute alla schiavitù sessuale di guerra raccolte all’interno dello spazio espositivo, permettendo così anche ai visitatori italiani di accedere nella propria lingua alle testimonianze e alle storie personali delle vittime.

In questa prospettiva, il lavoro sulle comfort women non viene presentato come un tema “altro” rispetto alla memoria europea, ma come parte di una riflessione universale sulle responsabilità storiche e sulle conseguenze delle ideologie totalitarie del Novecento. “La domanda è un’altra: sono storie veramente lontane da quella italiana? La difesa della dignità umana, la salvaguardia della memoria storica non sono patrimonio di tutte e di tutti?”, osserva Quadrelli, rivendicando il ruolo politico e culturale che un organismo democratico come il Comites può e deve assumere anche oltre le tradizionali attività consolari o di assistenza alla comunità italiana all’estero.

“Credo sia fondamentale, prima di ogni altra cosa, difendere sempre i principi democratici, quelli della Costituzione italiana, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e quindi della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea”.

L’appuntamento del 23 maggio si inserisce infatti in un calendario annuale che il Comites di Berlino ha costruito attorno a un’idea precisa di partecipazione culturale e sociale, nella convinzione che il lavoro di rappresentanza degli italiani all’estero debba accompagnarsi anche a un’attività permanente di sensibilizzazione civica e di apertura verso il contesto internazionale della città.

Nel corso della legislatura ormai vicina alla conclusione, il Comites berlinese ha organizzato incontri culturali, iniziative artistiche, attività scolastiche, visite guidate ai luoghi della memoria, celebrazioni del 25 aprile tra Berlino e Lipsia, progetti sui diritti del lavoro e momenti di confronto con associazioni di diverse comunità nazionali presenti nella capitale tedesca. “Sempre con un orizzonte di valori chiaro: democrazia, dignità umana, diritti umani, inclusione e contrasto ad ogni forma di discriminazione e violenza”, afferma Quadrelli, spiegando come ogni attività venga pensata sia per sostenere concretamente la comunità italiana nell’accesso ai servizi e ai diritti, sia per “ampliare gli orizzonti conoscitivi attraverso l’arte, la musica, le letture, le visite guidate ai luoghi della memoria”.

In questo quadro, Justice for Comfort Women assume una funzione che il presidente del Comites definisce apertamente “pedagogica, informativa e politica”, in quanto finalizzata non soltanto a ricostruire una vicenda storica ancora poco conosciuta in Italia, ma anche a interrogare il presente alla luce delle guerre contemporanee e delle violenze che continuano a colpire le popolazioni civili, in particolare le donne.

“Lavorare sulla memoria significa prendere consapevolezza di quel che è stato, di chi eravamo, di cosa l’uomo è capace di commettere”, osserva Quadrelli, collegando il tema delle comfort women agli attuali scenari internazionali e alle crisi che attraversano il mondo contemporaneo. “Atrocità che vediamo ancora oggi, negli scenari di guerra internazionali, Ucraina, Russia, Gaza, Israele, Iran ed in tanti luoghi del mondo di cui i telegiornali non parlano”.

Anche i prossimi mesi del calendario culturale del Comites di Berlino continueranno a svilupparsi lungo questa linea: a giugno, nell’ambito della settimana della cultura italiana, verrà organizzata una visita guidata al Muro di Berlino dedicata alla storia tedesca attraverso l’esperienza degli italiani emigrati nella capitale; proseguiranno inoltre gli incontri con le scuole sui temi dell’inclusione, i progetti legati ai diritti del lavoro e le iniziative contro la violenza di genere, tra cui il format Paura non Abbiamo, previsto anche quest’anno per il mese di novembre. Un insieme di attività che il Comites realizza stabilmente in modalità ibrida, per garantire la più ampia partecipazione possibile della comunità italiana e delle altre realtà cittadine coinvolte.

L’incontro Justice for Comfort women si terrà alle ore 11 al Museum der Trostfrauen. Per partecipare è necessario registrarsi scrivendo a info@comites-berlin.de. Posti limitati.