Quando si parla di salute cardiovascolare, non conta soltanto la quantità di carboidrati o grassi assunti, ma soprattutto la qualità degli alimenti che compongono la dieta. Le evidenze più recenti mostrano infatti che sia un’alimentazione povera di carboidrati sia una povera di grassi possono contribuire a ridurre il rischio di malattie coronariche, a condizione che siano basate su cibi nutrienti e poco processati. I modelli alimentari associati ai maggiori benefici privilegiano alimenti d’origine vegetale, cereali integrali, legumi, frutta, verdura e fonti di grassi insaturi. Al contrario, regimi caratterizzati da elevate quantità di carboidrati raffinati, prodotti ultraprocessati e grassi o proteine prevalentemente di origine animale tendono a essere associati a un rischio cardiovascolare più elevato. Questi risultati aiutano a spiegare perché in passato le ricerche sulle diete a basso contenuto di carboidrati o di grassi abbiano prodotto conclusioni talvolta contrastanti.

Due persone possono infatti seguire lo stesso schema alimentare in termini di macronutrienti, ma ottenere effetti molto diversi sulla salute a seconda della qualità degli alimenti scelti. L’attenzione esclusiva alle percentuali di carboidrati, grassi e proteine rischia quindi di essere riduttiva. Una dieta costruita con ingredienti di qualità sembra avere un impatto più favorevole sul metabolismo e sui principali indicatori di salute cardiovascolare. In particolare, i modelli alimentari più salutari sono associati a livelli più bassi di trigliceridi, a valori più elevati di colesterolo HDL e a una minore presenza di marcatori dell’infiammazione. Il messaggio principale è chiaro: per proteggere il cuore non basta eliminare o ridurre un singolo nutriente. La scelta di alimenti integrali, poco raffinati e ricchi di componenti benefiche rappresenta il fattore più importante per mantenere una buona salute cardiovascolare nel lungo periodo.