PADOVA - La Procura di Padova ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone accusate, a vario titolo, di una serie di estorsioni e truffe nella vendita porta a porta di articoli per la casa.
Le vittime individuate dagli investigatori sono oltre 1.200, tutte donne ultrasessantenni residenti in numerose province italiane.
L’indagine della Guardia di finanza di Padova ha portato anche al sequestro di beni per 2,5 milioni di euro, tra orologi, gioielli, capi d’abbigliamento, accessori, disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili.
Gli accertamenti sono partiti dopo che alcuni padovani erano stati notati frequentare locali esclusivi a bordo di auto di lusso. Da qui sarebbero emerse incongruenze tra il reddito dichiarato e il tenore di vita, oltre ad anomalie nella clientela della società da loro amministrata, composta esclusivamente da donne oltre i 60 anni.
Secondo la Procura, gli indagati avrebbero utilizzato elenchi di nominativi acquistati da altre società dello stesso settore e, attraverso una rete di agenti di vendita, avrebbero raggiunto quasi ogni giorno le potenziali vittime nelle loro abitazioni.
Le donne sarebbero state convinte, o in alcuni casi costrette, ad acquistare articoli casalinghi a prezzi compresi tra 5.000 e 7.000 euro, con la falsa prospettazione di obblighi derivanti da contratti firmati anni prima.
In diversi casi, i venditori si sarebbero ripresentati dopo alcuni mesi nelle case delle vittime più vulnerabili, inducendole a ordinare altri prodotti e a rimodulare i finanziamenti già attivati.
In questo modo sarebbero aumentati sia l’importo delle rate sia la durata dei pagamenti. Di fronte a rifiuti o resistenze, gli indagati avrebbero minacciato azioni legali.
Le vittime individuate risiedono non solo nel Padovano, ma anche in molte altre province di tutto il centronord.
Secondo gli investigatori, i profitti derivavano da ricarichi fino all’800% sui prodotti venduti e dalle provvigioni riconosciute dalle società di finanziamento.