ROMA - I membri della Giunta per le autorizzazioni della Camera potranno prendere visione della documentazione e delle chat inviate dalla Procura di Roma, nel caso che riguarda l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Caroccia.
Lo ha deciso il presidente della Giunta, Devis Dori, al termine dell’Ufficio di presidenza.
“La maggioranza non vuole consentire l’accesso alla documentazione e alle chat inviate dalla Procura di Roma”, ha detto, sottolineando di avere “il dovere, come presidente, di tutelare il diritto di tutti i membri della Giunta di poter prendere visione della documentazione per avere un quadro completo”.
Le conversazioni sono al centro dell’inchiesta romana sul caso “Bisteccheria d’Italia”, il ristorante di cui Delmastro è stato socio attraverso la società “Le 5 Forchette”.
Mauro Caroccia, ristoratore e imprenditore, è indagato nel procedimento per riciclaggio e sta scontando una condanna definitiva a quattro anni in un’indagine sul clan Senese. Delmastro non è indagato, ma la Procura chiede di poter acquisire le conversazioni tra lui e Caroccia, trovate nel telefono sequestrato a quest’ultimo.
Secondo Dori, non c’è motivo perché la Giunta “inibisca a sé stessa” l’accesso agli atti, pur nel rispetto dei consueti limiti di divulgabilità. Per questo darà agli uffici il via libera alla visione della documentazione, con modalità organizzate per garantirne la non divulgazione.
Dori ha spiegato che, insieme alla lettera inviata al presidente della Camera Lorenzo Fontana, il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi ha trasmesso anche un cd, che al momento non è stato ancora aperto, ma che dovrebbe contenere “le chat depositate dal legale di Caroccia”.
La decisione arriva dopo il rinvio del voto dell’Aula sull’autorizzazione all’utilizzo delle chat tra Delmastro e Caroccia. La discussione era prevista per questa settimana ma la questione è tornata alla Giunta dopo l’arrivo della lettera della Procura.
Forza Italia ha criticato lo slittamento. “Stamattina eravamo pronti a votare”, ha detto il capogruppo Enrico Costa, definendo “anomala” la procedura. Secondo Costa, non si può riaprire l’istruttoria “solo perché la Procura pensa di mandare ulteriori documenti”, altrimenti si crea un precedente per cui “un’ora prima della votazione si manda un documento e si blocca l’Aula”.
Il caso ha acceso lo scontro politico alla Camera. Il capogruppo M5s Riccardo Ricciardi ha attaccato Fratelli d’Italia: “Siamo tutti curiosi di sapere cosa si nasconde in quelle chat”. La replica è arrivata da Sara Kelany, deputata di FdI, secondo cui Delmastro avrebbe già detto di non avere problemi al deposito delle conversazioni con Caroccia.
Il partito di Giorgia Meloni si dice comunque pronto a riportare la questione in Aula la prossima settimana, spiegando che il gruppo era disponibile al voto già oggi e auspicando che la discussione sull’autorizzazione possa essere ricalendarizzata entro pochi giorni.