ADDIS ABEBA - L’Etiopia si trova ad affrontare una crisi nutrizionale di proporzioni enormi: oltre 79 milioni di persone soffrono di insicurezza alimentare da moderata a grave, mentre quasi 92 milioni non hanno potuto permettersi una dieta sana nel corso del 2025.
Il quadro drammatico emerge dal nuovo rapporto congiunto di cinque agenzie delle Nazioni Unite (Fao, Ifad, Unice, Wfp e Oms) intitolato “Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo nel 2026”.
Secondo il documento, tra il 2023 e il 2025 sono stati esattamente 79,4 milioni gli etiopi, pari a oltre il 60% della popolazione complessiva, a incontrare notevoli difficoltà nel nutrirsi o a rimanere privi di un accesso regolare a risorse alimentari sufficienti.
Il bilancio reale dell’emergenza potrebbe tuttavia rivelarsi ancora più grave. Gli autori dello studio precisano infatti che le stime non comprendono la regione settentrionale del Tigray, a causa della mancanza di rilevazioni sufficientemente affidabili.
In quest’area del Paese, le pesanti conseguenze del conflitto e le incertezze legate al processo di pace continuano a compromettere la disponibilità di cibo; al contempo, moltissime persone versano tuttora in stato di sfollamento e incontrano enormi ostacoli nell’accedere agli aiuti umanitari.
L’analisi dell’Onu mappa un deterioramento costante nell’arco dell’ultimo decennio: nel triennio compreso tra il 2014 e il 2016, le persone in condizione di insicurezza alimentare da moderata a grave erano 58,4 milioni, corrispondenti al 56,2% degli abitanti.
Accanto alla scarsità di cibo, il rapporto accende i riflettori sul fattore economico. Nel 2025, ben 92 milioni di etiopi (il 67,9% della popolazione) non hanno avuto le risorse finanziarie per accedere a una dieta sana e adeguata dal punto di vista nutrizionale. Le agenzie delle Nazioni Unite riconducono questa impossibilità principalmente all’elevato costo degli alimenti nutrienti, un ostacolo che impedisce a gran parte delle famiglie di soddisfare i fabbisogni primari di sussistenza.