MELBOURNE - Al ruolo di Publicity Manager per gli Australian Open - l’evento sportivo più importante del Paese che lo scorso anno, battendo ogni record, ha generato un fatturato di oltre 720 milioni di dollari -, Nadia Dimattina non è arrivata per caso.

Determinata e curiosa, a 29 anni la manager ha fatto della voglia di imparare il suo mantra, una filosofia che l’ha spinta a migliorarsi e intraprendere un percorso di carriera che l’ha portata a operare nel mondo dei media da prospettive diverse. 

La scrittura è stata la prima grande passione, “da quando ho preso in mano una penna, ho cominciato a scrivere - racconta -. Scrivevo sempre: diari, giornali di viaggio, cartoline. Amavo scrivere e leggere, ma non pensavo che avrei fatto la giornalista”.

Quell’idea non l’ha sfiorata almeno fino a quando, alle scuole superiori, ha passato una settimana all’Herald Sun, realizzando che la redazione era il suo posto.

A quel punto, la scelta di studiare giornalismo all’università è arrivata in maniera del tutto naturale; alla Monash University ha continuato a perseguire il suo sogno cercando ogni possibile occasione per collaborare con qualche redazione.

“Verso la fine del mio corso universitario c’era l’opportunità di fare dei tirocini, così ne ho fatti tantissimi, non retribuiti ovviamente, ma era un tentativo di entrare nel settore”. Per unirsi al Geelong Advertiser, in quel periodo si è anche spostata per un mese a Geelong, prima di andare al The Age, a Broadsheet, e a Channel Nine, che ha rappresentato la svolta.

“Non era il fascino della televisione ad attrarmi - ammette -, ma la possibilità di raccontare storie”. Dopo la laurea, Dimattina contatta i suoi ex colleghi di Channel Nine per capire se vi fossero delle posizioni aperte, e le viene offerto un ruolo come Social media producer, non esattamente quello che sperava, ma “un modo per entrare”.

Con la consapevolezza di dover fare la gavetta per assicurarsi un posto da giornalista, dopo qualche tempo si sposta a Traralgon, zona rurale del Victoria, dove comincia con Nine News Gippsland. Un’esperienza dura e formativa, durante la quale si trova ad affrontare, in solitudine, le sfide di un trasferimento in un momento personale molto doloroso, segnato dalla perdita improvvisa del padre.

Si concentra sul lavoro, a cui dedica tutte le sue energie, cercando di non farsi coinvolgere troppo dalle drammatiche storie di cronaca che si trova a raccontare.

“Era una piccola squadra in cui ero davvero in prima linea. Quando c’era una notizia, ero lì, spesso prima ancora che le famiglie fossero avvisate. Quella era, probabilmente, la parte più difficile da gestire, ma volevo dare il massimo perché era il mio primo vero lavoro nel giornalismo”, ricorda. 

Un po’ alla volta, unendo la determinazione al sorriso gentile, la giornalista trova spazio nella comunità di Traralgon quando, a soli sei mesi dal suo arrivo, il mondo viene sconvolto dalla pandemia e il senso di isolamento assume un altro significato. “Le persone erano risentite, non era facile intervistarle.

Poi, nell’estate tra il 2019 e il 2020, in Gippsland ci sono stati anche gli incendi e in tanti hanno perso tutto”. Nonostante la tragicità della situazione, professionalmente la giornalista lo ricorda come un momento di grande crescita, “il lavoro migliore per iniziare”.

Dopo due anni intensi è tempo di rientrare a Melbourne, “avevo bisogno di fermarmi e non ero certa di quale futuro potessero avere le redazioni regionali”, un dubbio che in poco tempo diventa certezza, con la chiusura delle sezioni di Nine News nelle zone rurali.

Rientrata a casa, abbandona i riflettori delle telecamere per un incarico di grande responsabilità, ma dietro le quinte, come addetta stampa per il governo del Victoria.

Un ruolo che le ha permesso di mettere a frutto l’esperienza acquisita: “Capivo le notizie, capivo cosa volevano e di cosa avevano bisogno i giornalisti, ma non avevo bisogno di essere in prima linea”, spiega.

Inizia al fianco di Mary-Anne Thomas, al tempo a capo del ministero per lo Sviluppo regionale e l’Agricoltura e, dopo solo un anno, diventa responsabile stampa per le aree regionali nel gabinetto del premier Daniel Andrews, proprio grazie a quel periodo trascorso in Gippsland. 

Un lavoro stimolante a cui si appassiona, anche perché vive i mesi frenetici della campagna elettorale, poi vinta. Il governo Andrews era, in quel momento, particolarmente esposto e aspramente criticato nel post-Covid con l’economia che faticava a riprendersi.

Il Premier arriva alle dimissioni, ed è allora che Dimattina decide di uscire dalla squadra: “Ero esausta e ho pensato che fosse l’occasione perfetta per un reset, una pausa, e capire cosa fare dopo”, così si prende un semestre sabbatico durante il quale viaggia in Europa. 

Rientrata in Australia, forse anche grazie alla leggerezza ritrovata durante la vacanza, approda a Tennis Australia come responsabile della comunicazione per il settore femminile, trovando l’ambiente positivo che stava cercando.

Con il tempo, diventa Publicity Manager per la partecipazione, occupandosi di tutti i programmi di base - per bambini, adulti e nelle scuole - fino ad ottenere il ruolo di responsabile della comunicazione per gli Australian Open, grazie a una sostituzione di maternità.

Una progressione che attribuisce a Tennis Australia, “che ha davvero sostenuto la mia crescita professionale”, ma anche alla propria intraprendenza e desiderio di migliorarsi.

Guardando al percorso fatto fin qui, Dimattina si sente fortunata, “è straordinario avere avuto così tante opportunità diverse. Sono curiosa e credo che la mia carriera abbia seguito questo corso, perché volevo imparare sempre cose nuove”.

In vista del grande impegno che richiederanno i prossimi mesi dedicati a pianificare gli Australian Open di gennaio, si è concessa una vacanza, che l’ha portata anche in Italia e alle isole Eolie, da cui proviene parte della sua famiglia.

Ed è proprio grazie a quelle origini siciliane che a casa Dimattina si rispettano le tradizioni legate al cibo e alla cultura dello stare insieme. “Sono cresciuta facendo la pasta ogni Natale con mia nonna. Sono cresciuta circondata dal cibo” e da legami familiari stretti.

“Sono molto vicina alle mie cugine e pensavo che fosse la norma, fino a quando non ho conosciuto persone che non hanno nessun rapporto con i cugini. Sicuramente le mie radici italiane si manifestano anche nel legame che esiste all’interno della famiglia, che per me è estremamente importante”. 

Rientrata dal viaggio, il pensiero va certamente all’organizzazione del suo terzo Australian Open e alla fortuna di viverlo dalla prospettiva privilegiata che le offre il suo nuovo ruolo, una grande responsabilità che la spingerà a dare il meglio, a farlo con entusiasmo e a mettersi continuamente alla prova, in una costante ricerca di miglioramento e di crescita, che è evidentemente la chiave del suo successo.