CANBERRA - La riforma del National Disability Insurance Scheme (NDIS) resta impantanata, con il rapporto finale dell’inchiesta parlamentare sui tagli al programma probabilmente destinato a un nuovo rinvio.
Il documento conclusivo sulla revisione del sistema dal costo annuo di 56 miliardi di dollari dovrebbe essere presentato in giornata, dopo due proroghe già concesse. Ma fonti vicine al dossier hanno lasciato intendere che al suo posto potrebbe arrivare un rapporto provvisorio. Sarebbe il terzo slittamento per una riforma che il governo Albanese vuole portare in Parlamento prima della pausa invernale.
Il disegno di legge prevede l’uscita di 160mila persone dall’NDIS nel tentativo di contenere la crescita della spesa. Migliaia di altri partecipanti potrebbero ricevere finanziamenti inferiori. Per il partito laburista, il punto è rimettere sotto controllo un programma essenziale ma sempre più costoso. Per i critici, il rischio è colpire persone già fragili con una riforma troppo rapida e troppo ampia.
Il governo ha davanti una finestra politica d’opportunità stretta: due settimane di sedute prima della sospensione parlamentare. Per approvare la riforma deve trovare un’intesa con Verdi e Coalizione, ma i due fronti si muovono con obiettivi diversi.
I Verdi sono disponibili sulle modifiche fiscali e hanno votato alla Camera il pacchetto su imposta sulle plusvalenze e negative gearing. Sull’NDIS, però, chiedono un’inchiesta più lunga e tagli minimi. La Coalizione, invece, si oppone con fermezza alla riforma fiscale, sostenendo che danneggerà giovani acquirenti e piccole imprese.
La combinazione può diventare pericolosa per il governo. Verdi e Coalizione potrebbero unirsi al Senato per rallentare entrambi i provvedimenti: da un lato il pacchetto fiscale, dall’altro la revisione dell’NDIS. Un rapporto provvisorio potrebbe quindi essere il segnale che il Partito laburista intende concedere più tempo sull’NDIS per consolidare un accordo con i Verdi.
Le riunioni dei gruppi parlamentari, previste di norma il martedì mattina all’inizio di una settimana di sedute, dovrebbero chiarire le intenzioni dei partiti. Ma il contesto politico si è complicato. Le modifiche a imposta sulle plusvalenze e negative gearing sono state accolte con ostilità da una parte dell’elettorato, mentre i sondaggi indicano un calo del sostegno al Partito laburista.
Sul fondo c’è anche l’ascesa di One Nation. Un sondaggio Roy Morgan pubblicato ieri dà il partito di Pauline Hanson al 31,5% nel voto primario, avendo guadagnato due punti in più, davanti al Partito laburista al 27%. Questo pesa sulle scelte di governo e opposizione: ogni concessione, ogni taglio, ogni ritardo viene letto anche in chiave elettorale.
Il governo vuole chiudere prima dell’inverno parlamentare. Ma tra NDIS, tasse e crescita di One Nation, il cammino si sta rivelando sempre più piena di ostacoli.