TORINO - Margherita Agnelli chiede di costituirsi parte civile contro il figlio John Elkann nell’udienza preliminare a Torino sulle presunte irregolarità fiscali legate alla residenza di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli e nonna dell’attuale presidente di Stellantis. Per i soli danni morali, la figlia dell’Avvocato invoca un risarcimento di un milione e 300.000 euro. 

La richiesta è stata presentata nella prima udienza davanti al gup, dove sono chiamati in causa Elkann, il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e il notaio Remo Morone. Il giudice ha rinviato la decisione all’11 settembre, per consentire alle difese di replicare. Gli avvocati dei tre indagati hanno già annunciato opposizione. 

Il fascicolo riguarda la residenza effettiva di Marella Caracciolo. Secondo la Procura di Torino, sarebbe stato costruito un quadro volto a far risultare che la donna vivesse stabilmente in Svizzera, mentre avrebbe trascorso gli ultimi anni a Torino fino alla morte, avvenuta nel 2019. L’ipotesi dell’accusa è che questo abbia consentito di evadere imposte in Italia. 

La posizione di Margherita Agnelli allarga però il perimetro della vicenda. Nella memoria depositata dal suo avvocato, Dario Trevisan, si sostiene infatti che le presunte irregolarità fiscali sarebbero state parte di un “piano fraudolento” per escluderla dalle successioni familiari e dal controllo di Dicembre, la società che rappresenta la cassaforte della famiglia Agnelli e che controlla partecipazioni rilevanti nel gruppo. 

I legali di Elkann si dicono “fermamente convinti di poter dimostrare la totale estraneità del nostro assistito ai fatti contestati”. 

Il punto di partenza resta l’accordo del 2004, con cui Margherita Agnelli rinunciò all’eredità del padre Gianni e a quella futura della madre Marella in cambio di beni per circa 1,3 miliardi di euro. In seguito, tuttavia, la donna ha sostenuto che le sarebbe stata nascosta una parte rilevante del patrimonio paterno. 

Nella memoria della parte civile vengono richiamate presunte “strategie truffaldine”, legate alla residenza di Marella, alla gestione di disponibilità finanziarie tramite società offshore e trust in paradisi fiscali e a possibili esportazioni illegali di opere d’arte mascherate da donazioni. Per Margherita Agnelli, tutto questo avrebbe prodotto un danno patrimoniale e una “sofferenza personale e psicologica”. 

Secondo le difese, invece, Margherita non può essere considerata persona danneggiata nel procedimento penale. Il danno, sostengono, riguarderebbe semmai l’erario.  

Elkann ha già definito la sua posizione con l’Agenzia delle Entrate versando 183 milioni di euro, e l’Agenzia oggi non si è presentata in aula. Sono stati però i pm torinesi a indicare Margherita come possibile persona offesa. 

“È una richiesta anomala che ha ben poco di morale”, ha detto uno dei legali, Paolo Siniscalchi, sostenendo che “Margherita non è stata estromessa” e che anzi sia uscita dal gruppo di sua volontà in un momento molto critico. “È diventata miliardaria ed è scappata lasciando a John Elkann l’onere di tenere in piedi e risanare una realtà industriale che all’epoca era compromessa”, ha affermato il legale.