GENOVA - Una ventina di persone con il volto coperto da caschi e passamontagna, armate di spranghe, ha aggredito nella notte un gruppo di ragazzi ai giardinetti di Genova Quinto, non lontano da una casa di accoglienza per minori stranieri non accompagnati. 

Secondo la ricostruzione iniziale, gli aggressori sarebbero arrivati in gruppo e avrebbero affrontato una trentina di giovani che stavano trascorrendo la serata nell’area verde, tra i quali diversi minori stranieri non accompagnati. 

All’arrivo delle forze dell’ordine, il gruppo con i passamontagna si è allontanato facendo perdere le proprie tracce. 

Sul posto sono intervenute una decina di pattuglie tra carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia locale. Gli investigatori hanno sequestrato una spranga trovata sul terreno e un coltellino. 

Quattro ragazzi sono stati denunciati: un minore straniero, un italiano e due maggiorenni stranieri. Gli accertamenti proseguono per ricostruire la dinamica dell’aggressione e identificare le persone con il volto coperto. 

L’episodio richiama quanto accaduto pochi giorni fa nel quartiere San Fruttuoso, dove un minore non accompagnato era stato affrontato da un gruppo di persone travisate e colpito alla testa. Dopo quel caso era emersa l’ipotesi di ronde o “spedizioni punitive”. 

La vicenda ha acceso lo scontro politico in città. Per Ilaria Cavo, deputata e capogruppo di Noi Moderati Orgoglio Genova in consiglio comunale, Genova “continua a essere interessata da episodi di violenza che si susseguono in maniera diffusa su tutto il territorio”. Secondo Cavo, dopo gli episodi di venerdì in centro storico, a Quinto si è verificata “una vera e propria guerriglia urbana”. 

La capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune, Alessandra Bianchi, ha attaccato la sindaca Silvia Salis e le misure annunciate nei giorni scorsi per il presidio del litorale e delle aree della movida giovanile. “Quanto accaduto stanotte è l’ennesima conferma del fallimento delle sue politiche”, ha detto. 

Dal centrosinistra, il capogruppo del Pd Armando Sanna e il consigliere regionale Simone D’Angelo hanno invece difeso l’azione dell’amministrazione, richiamando interventi, presìdi, monitoraggio del territorio e iniziative sociali ed educative. “Fenomeni di violenza dai contorni inquietanti come quelli avvenuti a Quinto richiedono un impegno ancora maggiore da parte di tutte le istituzioni”, hanno affermato. 

Le indagini dovranno chiarire se l’aggressione sia collegata ad altri episodi recenti e se dietro il gruppo entrato in azione ai giardini di Quinto vi sia una forma organizzata di ritorsione o una dinamica nata sul momento.