SYDNEY - Pedaggi, treni, scuole e ospedali saranno al centro del budget del New South Wales, con un’impostazione prudente pensata per offrire aiuti concreti alle famiglie in una fase economica instabile.
Il ministro statale del Tesoro Daniel Mookhey presenterà oggi il suo quarto bilancio, forse l’ultimo prima delle elezioni statali del marzo 2027. “Siamo determinati a usare il budget di martedì per costruire uno Stato che le famiglie lavoratrici possano permettersi”, ha detto ieri. Secondo Mookhey, i cittadini si aspettano aiuto immediato, ma anche investimenti per il futuro.
La congiuntura non è favorevole. Tassi d’interesse elevati, mercato immobiliare rallentato e ricadute della guerra in Medio Oriente hanno frenato un’economia australiana già debole. Il ministro parla di “relief and reform”, cioè aiuti e riforme, ma l’opposizione accusa il governo di muoversi con troppa cautela e senza una visione più ampia.
Mookhey respinge l’idea di un bilancio costruito su grandi opere spettacolari. Il focus, ha spiegato, sarà sui problemi concreti di regioni trascurate e centri urbani: la spesa quotidiana, i servizi, le infrastrutture esistenti.
Tra le misure previste trovano spazio 10,3 miliardi di dollari in finanziamenti ricorrenti per vari servizi sanitari, 9,2 miliardi per infrastrutture, 2,1 miliardi per la manutenzione dell’ampia rete ferroviaria di Sydney e 557 milioni per un programma di efficienza energetica destinato alle famiglie a reddito basso e medio.
Circa un milione di automobilisti riceverà un ulteriore agevolazione sui pedaggi, tema centrale nella campagna elettorale del Partito laburista nel 2023. La riduzione per un anno del tetto settimanale da 60 a 50 dollari e l’eliminazione delle spese amministrative offriranno, secondo Mookhey, un aiuto “pratico” che le persone noteranno nei bilanci familiari.
Il ministro ha anche confermato che nel budget sarà previsto un intervento per salvare posti di lavoro nella fonderia di alluminio Tomago di Rio Tinto, in difficoltà.
La crescita economica del New South Wales, inizialmente prevista al 2,5% nel prossimo anno finanziario, è stata rivista a un debole 1%. Lo Stato resta l’unico ancora in deficit operativo otto anni dopo la pandemia, mentre il rallentamento immobiliare complica il ritorno al surplus.
Secondo l’e61 Institute, il debito dovrebbe stabilizzarsi attorno a 178,4 miliardi di dollari. Il CEO Michael Brennan ritiene che, con disciplina di spesa, il budget possa ancora indicare un percorso credibile verso una relativa salute fiscale nei prossimi due anni.
Il problema resta il gettito. Il New South Wales ricava il 10% delle proprie entrate dall’imposta di registro, ma gli incassi sono previsti in calo di 5 miliardi in quattro anni. Anche le imposte fondiarie dovrebbero scendere di circa 3 miliardi. Il budget promette aiuti misurati. La ripresa dei conti, invece, resta in salita.