SYDNEY – Origin Energy ha avviato un’indagine urgente su una possibile violazione informatica che potrebbe avere coinvolto i dati personali di alcuni clienti australiani.
In una comunicazione diffusa oggi all’Australian Securities Exchange, la società ha riferito di essere al lavoro per accertare la portata dell’incidente e stabilire quali informazioni siano state consultate senza autorizzazione.
Secondo Origin, gli elementi disponibili non indicano il coinvolgimento di numeri di carte di credito o coordinate bancarie. Il gruppo ha tuttavia riconosciuto l’incertezza provocata dall’accaduto e le preoccupazioni per gli utenti interessati.
“Comprendiamo che un incidente di questo tipo possa suscitare timori e riconosciamo l’impatto di questa incertezza sui clienti”, ha dichiarato l’azienda, promettendo ulteriori aggiornamenti al termine delle verifiche.
Origin ha informato l’Australian Federal Police, l’Australian Cyber Security Centre e l’Office of the Australian Information Commissioner.
L’intervento delle autorità sarebbe seguito alla diffusione di informazioni secondo cui un pirata informatico avrebbe inviato a un mezzo d’informazione australiano un campione contenente 50 registrazioni attribuite a clienti della società.
Il materiale includerebbe nomi, indirizzi di residenza, recapiti di posta elettronica, date di nascita, numeri di telefono e cronologia delle bollette. L’autenticità dei documenti e le dichiarazioni del responsabile non sono state verificate in modo indipendente.
Origin è uno dei principali operatori energetici del Paese e gestisce circa 4,8 milioni di utenze. Fornisce elettricità, gas naturale, gas di petrolio liquefatto (GPL) e collegamenti internet a famiglie e imprese.
La notizia ha avuto conseguenze immediate sul mercato. Dopo l’annuncio, il titolo ha perso rapidamente terreno, con un ribasso compreso tra l’1,88 e quasi il tre per cento rispetto all’apertura delle contrattazioni.
L’incidente riporta al centro la vulnerabilità delle grandi imprese australiane e la quantità di informazioni personali conservate nei loro sistemi.
Nel 2022, Optus e Medibank furono colpite da violazioni su vasta scala che esposero i dati di milioni di persone. La scorsa settimana, anche Partnered Health, gestore di una rete di ambulatori di medicina generale, ha subito un attacco nel quale sarebbero stati sottratti documenti sanitari e informazioni sensibili.
Per Origin, la priorità resta ora determinare il numero effettivo degli utenti coinvolti, l’origine dell’accesso e l’eventuale utilizzo dei dati sottratti. Fino alla conclusione dell’indagine, la società non ha fornito indicazioni sulle misure di protezione o sulle comunicazioni individuali destinate ai clienti.