SEUL - Kim Jong Un ha ordinato di rafforzare la postura offensiva “letale e distruttiva” dell’esercito nordcoreano, mentre la Corea del Sud prepara una forza armata sempre più centrata sui droni e sulla guerra a basso costo.

L’agenzia statale Korean Central News Agency (KCNA) ha riferito che Kim ha assistito ieri a nuovi test militari destinati a verificare la potenza di una testata per “missioni speciali” montata su un missile balistico tattico, un sistema lanciarazzi multiplo aggiornato e la precisione di colpi a gittata estesa sparati da un obice semovente.

Secondo KCNA, i risultati avrebbero confermato i progressi tecnologici compiuti da Pyongyang nel modificare la propria capacità di fuoco nelle aree vicine al confine meridionale. Il riferimento suggerisce che i sistemi testati siano pensati per colpire obiettivi in Corea del Sud, comprese le basi militari statunitensi presenti nel Paese.

Kim ha affermato che la politica di autodifesa nordcoreana punta a rafforzare una postura offensiva capace di impedire a qualsiasi nemico di sfidare il regime. Far vivere gli avversari in “costante inquietudine e paura”, ha detto, secondo KCNA, che questo è parte dell’esercizio della deterrenza bellica.

L’agenzia ha aggiunto che la testata speciale provata da Pyongyang è destinata a infliggere danni gravi a obiettivi vitali come aeroporti, porti e infrastrutture energetiche nemiche.

Poche ore dopo, il ministero della Difesa sudcoreano ha annunciato un rafforzamento delle proprie forze con droni, citando la crescente minaccia nordcoreana e il presunto trasferimento di tecnologia russa a Pyongyang. Il piano prevede lo sviluppo di droni esplosivi a lungo raggio, l’acquisto di oltre 20mila droni economici da ricognizione e attacco, e l’addestramento dell’intero apparato militare sudcoreano all’uso operativo di questi sistemi.

Il ministro della Difesa Ahn Gyu-back ha detto che Seul deve rispondere in modo rapido al cambiamento della guerra moderna. L’obiettivo è avere 500mila “drone warriors” tra esercito, marina, aviazione e marines, capaci di impiegare i droni con la stessa familiarità delle armi individuali.

La Corea del Nord ha ampliato il proprio arsenale nucleare e missilistico dopo il fallimento, nel 2019, della diplomazia diretta tra Kim e Donald Trump. Pyongyang ha lasciato intendere che i colloqui potrebbero riprendere solo se Washington abbandonerà la richiesta di denuclearizzazione come precondizione.

Nel frattempo, Kim ha rafforzato i rapporti con Mosca, sostenendo la guerra russa in Ucraina anche con l’invio di truppe nordcoreane, secondo Seoul. La recente visita di Xi Jinping nella Corea del Nord ha aggiunto un ulteriore segnale politico. La regione resta senza dialogo stabile. E ogni nuovo test rende più concreta una deterrenza costruita sulla paura.