CANBERRA – I pensionati australiani contribuiranno per circa la metà ai risparmi generati dall’abolizione del rimborso maggiorato sull’assicurazione sanitaria privata per gli over 65, secondo nuovi dati del Parliamentary Budget Office che hanno riacceso le critiche nei confronti del governo federale.

Il Partito laburista aveva annunciato a maggio l’eliminazione del beneficio aggiuntivo riconosciuto agli australiani più anziani, presentando la misura come parte di un intervento per riequilibrare i rapporti tra generazioni e contribuire al finanziamento dell’assistenza agli anziani.

L’entità del rimborso dipende dal reddito, ma al momento alcune persone sopra i 65 anni ricevono fino a otto punti percentuali in più rispetto a contribuenti con gli stessi guadagni.

Secondo la manovra economica federale, l’abolizione del vantaggio dovrebbe produrre risparmi complessivi per circa 3 miliardi di dollari nell’arco di quattro anni.

La modellizzazione diffusa oggi dal Parliamentary Budget Office mostra però che circa 1,6 miliardi di quei risparmi arriveranno dai pensionati entro la fine del decennio.

La deputata indipendente Monique Ryan ha definito la misura un modo improprio di raccogliere denaro a spese delle persone anziane e ha chiesto che i pensionati vengano esclusi dalla riforma.

“Scaricare sui pensionati il peso della ricerca di fondi per l’assistenza agli anziani non è il modo giusto di riformare l’assicurazione sanitaria privata”, ha dichiarato.

Ryan ha inoltre sostenuto che, qualora i pensionati fossero esentati, il beneficio finanziario della misura verrebbe quasi dimezzato, sollevando dubbi sull’utilità complessiva del provvedimento.

Anche la portavoce della Coalizione per la Sanità Anne Ruston ha criticato la misura, descrivendolo come una tassa comoda sui pensionati.

Secondo Ruston, il governo non avrebbe ancora valutato adeguatamente le conseguenze per il sistema ospedaliero pubblico nel caso in cui una parte degli anziani decidesse di rinunciare alla copertura privata.

Preoccupazioni analoghe sono state espresse dalla presidente dell’Australian Medical Association Danielle McMullen.

A suo giudizio, ridurre l’incentivo economico a mantenere un’assicurazione privata potrebbe spostare ulteriori costi sul settore pubblico proprio mentre gli ospedali statali sono già sottoposti a forti carichi di domanda.

La riforma apre quindi un nuovo fronte nel confronto sulle politiche sanitarie e sull’equità generazionale, con il governo chiamato a dimostrare che i risparmi destinati all’assistenza agli anziani non finiranno per imporre un onere sproporzionato proprio ai pensionati.