ROMA - L’Italia affronta l’ultima fase del Pnrr con mezzo milione di progetti già conclusi al primo luglio e 416 obiettivi centrati su 575. Il dato emerge dal monitoraggio sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, sintetizzato dagli esperti del servizio studi di Camera e Senato.
La performance italiana risulta superiore alla media europea: a fronte del 57,9% degli obiettivi raggiunti complessivamente dai Paesi Ue l’Italia ha superato il 72%, con 165,99 miliardi di euro già incassati, pari all’85,4% delle risorse complessive assegnate.
Finora la Commissione europea ha erogato all’Italia circa 166 miliardi, tra prefinanziamenti e prime nove rate. La prossima scadenza chiave è il 31 agosto, termine entro il quale completare la rendicontazione dei traguardi e degli obiettivi.
Restano però aperti 168.879 progetti, che corrispondono al 76,3% delle risorse impegnate. A pesare sono soprattutto le grandi opere, ma anche il ritardo di allineamento tra la spesa effettivamente sostenuta e la registrazione nella banca dati che monitora lo stato di avanzamento degli interventi.
Il quadro regionale mostra andamenti diversi. Sul fronte degli interventi conclusi, Trentino e Lombardia registrano i risultati migliori, rispettivamente con il 46,4% e il 40,4% dei progetti finanziati completati, sopra la media nazionale del 26,2%, mentre Liguria e Sicilia restano sotto il 20%, con oltre l’80% degli interventi ancora in corso.
Nella maggior parte delle regioni le risorse hanno finanziato soprattutto interventi legati alla transizione ecologica, per un totale vicino ai 42 miliardi di euro. Una quota rilevante di fondi è stata destinata anche alle missioni su digitalizzazione e infrastrutture.
Il Veneto è la regione in cui le risorse più consistenti sono state indirizzate alle opere infrastrutturali, tra alta velocità ferroviaria, intermodalità e potenziamento delle reti regionali. In Emilia-Romagna, invece, risulta completato circa il 36% degli oltre 56mila progetti previsti, dato che colloca la regione al quarto posto per tasso di completamento.
Al Sud il ritmo appare più lento. Campania e Sicilia registrano rispettivamente il 16,8% e il 16,7% dei progetti conclusi. L’obiettivo, ora, è trasformare l’avanzamento finanziario e amministrativo nel completamento degli interventi ancora aperti.
Resta infine atteso il parere della Commissione europea sulla prossima revisione del Piano. La rimodulazione, come ricordato più volte dal ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti, riguarderebbe risorse per 2,1 miliardi di euro.