CANBERRA - La stamp duty dovrebbe essere ridotta per tutti gli acquirenti della prima casa, secondo Master Builders Australia, che avverte: l’imposta di registro resta uno degli ostacoli più onerosi per i giovani che cercano di entrare nel mercato immobiliare.
La richiesta viene avanzata alla vigilia di un’inchiesta del Senato sulle disuguaglianze tra generazioni. Nella sua nota, l’associazione dei costruttori sostiene che i costi iniziali legati all’acquisto di un’abitazione stanno spingendo molti compratori a contrarre mutui più alti, solo per coprire il peso fiscale della transazione.
Il capo economista di Master Builders Australia, Shane Garrett, ha scritto che la stamp duty prosciuga le risorse finanziarie di chi passa dall’affitto alla proprietà. Secondo l’associazione, l’imposta erode i depositi accumulati dagli acquirenti e li costringe ad assumere debiti più consistenti e più svantaggiosi.
I numeri indicati nella nota sono chiari: a Sydney, un acquirente di prima casa può trovarsi a pagare circa 39.700 dollari di imposta di registro; a Melbourne, per un’operazione simile, il conto può arrivare a 57.500 dollari. Per molti giovani, questa rappresenta una barriera aggiuntiva in un mercato già segnato da prezzi elevati, affitti costosi e difficoltà nel mettere da parte un deposito.
Master Builders chiede anche l’abolizione delle maggiorazioni sulla stamp duty per gli acquirenti stranieri quando comprano abitazioni nuove. L’obiettivo dichiarato è aumentare la domanda di nuove costruzioni e spingere l’offerta, sia per chi vuole acquistare sia per il mercato degli affitti.
La proposta perviene dopo che l’Australian Capital Territory è diventata la prima giurisdizione ad abolire l’imposta di registro per tutti gli acquirenti della prima casa nel budget della scorsa settimana.
Garrett ha detto che sia comprare sia affittare dovrebbe diventare più accessibile, in modo che una quota minore del reddito familiare venga assorbita dai costi abitativi. Ma, ha aggiunto, la soluzione di fondo resta costruire più case.
All’inchiesta parteciperà anche National Shelter, che chiede indicazioni più chiare sulla crescita attesa dei prezzi nel lungo periodo. Secondo l’organizzazione, questo aiuterebbe a riportare gradualmente il rapporto tra prezzi delle case e redditi su livelli più sostenibili.
National Shelter chiede inoltre di aumentare e indicizzare il Commonwealth Rent Assistance e di fissare, entro cinque anni, principi nazionali coerenti per gli inquilini. Il messaggio comune è chiaro: senza più offerta e meno costi iniziali, la prima casa resterà fuori portata per molti.