È andata meglio alla Seleçao salvata da un gol spettacolare di Vinicius e dalle parate di Allison. Male invece la squadra cara al premier Erdogan, sconfitta a sorpresa dall’Australia.
Alla faccia del gioco champagne, in questo primo scorso del torneo iridato ha prevalso il tatticismo di casa nostra: difesa a oltranza e via in contropiede a punire avversari fin troppo spocchiosi.
Un film già visto qualche ora prima con il Qatar che, dopo aver ringraziato il portiere Abunada, ha raggiunto al quinto minuto di recupero la Svizzera, narcisista e leziosa sotto porta. Si è parlato di calcio diabolico, in realtà c’è una ferrea logica che punisce chi troppo sbaglia.
Sarebbe tuttavia ingiusto limitare i meriti delle nazionali che hanno portato a casa risultati sorprendenti. Prendete il Marocco di Ouahbi, allenatore sconosciuto ai più, ma giù vincitore di un Mondiale Under 20.
Siamo di fronte a una squadra giunta in semifinale nell’ultima edizione dopo aver superato Croazia, finalista in Russia, Belgio, Canada, Spagna e Portogallo. E, attenzione, capace di far fuori proprio il Brasile in un recente incontro svoltosi a Tangeri. Li chiamano i “Leoni dell’Atlante” e, fedeli al soprannome, avrebbero meritato di più nel primo tempo e nel finale di gara.
A centrocampo la loro superiorità è stata netta grazie soprattutto al 18enne Bouaddi. Su questo aspetto Ancelotti dovrà lavorare in profondità se vuole regalare al Brasile il titolo iridato che sfugge dal 2002. Disarmanti le prestazioni di Ibanez, Gabriel, Paquetà e Igor Thiago. Ma anche Raphinha e Casemiro, che dovevano essere i pilastri, hanno deluso. Troppo scarsa questa Seleçao per essere vera. Stavolta è bastato Vinicius, in futuro ci vorrà qualcos’altro.
Accanto all’attaccante del Real Madrid s’è messo in luce un ragazzo di 20 anni, Nestory Irankunda, nato in Tanzania 20 anni fa da genitori in fuga dal Burundi e poi emigrato in Australia all’età di 3 mesi. Il Bayern ci aveva visto bene acquistandolo nel 2022, salvo poi cederlo a titolo definito al Watford della famiglia Pozzo che ora si trova un gioiellino dal valore immenso.
Il ragazzo, veloce, tecnico e con il fiuto del gol, ha fatto impazzire la Turchia segnando la prima rete e rendendosi pericoloso in più occasioni. La difesa degli “aussie” ha fatto il resto chiudendo ogni spazio e consentendo agli uomini di Montella solo il tiro da fuori area. Sotto tono Calhanoglu, a poco è servito l’inserimento di Yildiz, reduce da un infortunio.
Il Mondiale a 48 squadre, che ai 16simi ne qualificherà ben 32, sta regalando emozioni inedite oltre a nuovi protagonisti. E Infantino, il presidente della Fifa, vuole andare oltre allargando il numero a 64: “Così forse riavremo l’Italia”, ha dileggiato il nostro calcio.