BRISBANE - Carburante per aerei prodotto anche da olio da cucina usato sarà impiegato per la prima volta in un aeroporto australiano tramite un sistema dedicato di stoccaggio e miscelazione collegato direttamente al Brisbane Airport.
Il progetto da 5 milioni di dollari, sviluppato da Viva Energy al terminal di Pinkenba, permetterà alle compagnie che operano su Brisbane e su alcuni aeroporti regionali del Queensland di acquistare carburante - sustainable aviation fuel - SAF - miscelato alle forniture ordinarie di combustibile specifico per motori a reazione. Il sistema è stato concepito per funzionare senza modifiche operative visibili per piloti e passeggeri.
La decisione è stata presa dopo le difficoltà emerse durante la guerra con l’Iran, che ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz e ha inciso sulle rotte di trasporto del carburante. Mesi dopo i ritardi delle petroliere e l’incertezza sulle spedizioni, Brisbane diventa il primo aeroporto australiano dotato di una filiera interna dedicata per carburante aeronautico a emissioni ridotte.
Il SAF utilizzato può essere ricavato da materie prime biogeniche, tra cui oli alimentari degradati. A Pinkenba verrà immagazzinato, miscelato, certificato e poi immesso nel sistema di rifornimento già esistente dello scalo. L’intervento ha incluso il recupero di un serbatoio da 3,3 milioni di litri e la creazione di un sistema di certificazione e contabilità per tracciare i benefici ambientali del prodotto.
Secondo Viva Energy, si tratta della prima struttura australiana dedicata allo stoccaggio e alla miscelazione di SAF collegata direttamente alla rete carburanti di un aeroporto e integrata con un programma di trasferimento dei crediti di carbonio.
L’amministratore delegato Scott Wyatt ha detto che le recenti tensioni in Medio Oriente hanno mostrato quanto rapidamente l’Australia possa trovarsi esposta quando le spedizioni vengono interrotte e la domanda aumenta. Il Paese, ha sostenuto, ha superato la fase critica in condizioni solide, ma la necessità di garantire forniture in tempi rapidi ha confermato l’importanza di diversificare le fonti.
Wyatt ha indicato i combustibili rinnovabili come parte della transizione, pur riconoscendo che il percorso sarà più lungo di quanto auspicato. Il serbatoio di Pinkenba, ha detto, rappresenta un passaggio limitato ma importante. Il programma include anche una struttura di importazione SAF nel Victoria e interventi alla raffineria di Geelong per lavorare materie prime biogeniche al posto di una quota di greggio.
Con impostazioni politiche adeguate, secondo Wyatt, l’Australia potrebbe sostituire circa un terzo del greggio processato con materie prime biogeniche, riducendo le emissioni dei carburanti idrocarburici ancora necessari.
Il direttore della Brisbane Airport Corporation, Gert-Jan de Graaff, ha definito il progetto un passaggio notevole. La distribuzione diretta di SAF a tutti gli aerei dello scalo, ha detto, cambia le possibilità operative per aeroporto, compagnie e passeggeri. Idrogeno ed elettrificazione, ha aggiunto, possono fare solo una parte del lavoro: per mantenere collegati Queensland, Brisbane e Australia al resto del mondo serviranno anche carburanti aeronautici sostenibili.
Viva Energy ha già fornito SAF alla Royal Australian Air Force e a voli Virgin Australia da Proserpine, nel nord del Queensland. Un’altra struttura di miscelazione e stoccaggio è in fase di attivazione nel Victoria.