CANBERRA - One Nation chiede che i servizi pubblici siano forniti in inglese, sostenendo che le traduzioni offerte dal governo abbiano indebolito l’assimilazione dei migranti e ridotto la necessità di apprendere la lingua nazionale.
Il senatore Sean Bell ha esposto la posizione del partito in un’intervista a Sky News, affermando che l’uso di servizi tradotti avrebbe contribuito a creare comunità separate dal resto della società. “Quello che diciamo è che i servizi governativi dovrebbero essere forniti in inglese - ha detto -. Non dovremmo creare una situazione in cui si incoraggia una separazione della società”.
Bell ha collegato il problema all’introduzione del multiculturalismo nel 1973, sostenendo che da allora, sotto governi Laburisti e Liberali, sia cresciuta una percezione di divisione. Secondo il senatore, l’Australia avrebbe avuto in passato un sistema più efficace nell’incoraggiare l’integrazione linguistica e culturale.
One Nation non ha formalmente preso l’impegno di abolire i servizi di traduzione, ma sostiene che non sarebbero necessari se i migranti parlassero inglese. Bell ha anche indicato l’intenzione del partito di eliminare l’Office of Multiculturalism, che gestisce il Translating and Interpreting Service, noto come TIS.
“L’inglese è la lingua dominante di questo Paese e questo dovrebbe essere imposto dal governo”, ha detto il senatore. Bell ha definito un fallimento delle politiche pubbliche l’aumento del numero di persone che dichiarano di parlare inglese poco o per nulla.
Secondo il censimento del 2021, che, al momento della rilevazione, includeva anche turisti presenti nel Paese, oltre 800mila persone, pari al 3,4% della popolazione, parlavano inglese “non bene” o “per nulla”.
Bell ha sostenuto che i servizi di traduzione non aiutino queste persone nella vita lavorativa quotidiana, ma nell’accesso ai servizi pubblici e al welfare. Ha aggiunto che One Nation sta esaminando segnalazioni secondo cui persone con scarsa o nulla conoscenza dell’inglese sarebbero riuscite a completare corsi di formazione prima di entrare nel settore dell’assistenza, compresi programmi collegati all’NDIS.
Secondo il senatore, consentire l’accesso a qualifiche professionali senza una conoscenza adeguata della lingua rappresenterebbe un problema rilevante, soprattutto in ambiti che prevedono contatto diretto con persone vulnerabili. Bell ha precisato che One Nation non contesta l’uso di altre lingue nella vita privata, ma vuole che al centro del sistema pubblico vi sia “una cultura australiana”.
Le sue dichiarazioni sono state respinte dal ministro per gli Affari multiculturali Anne Aly, che ha difeso i servizi linguistici. “Non si costruiscono opportunità e fiducia escludendo le persone da servizi che non possono comprendere”, ha detto. Secondo Aly, l’assistenza linguistica aiuta le persone a trovare lavoro, accedere al sostegno necessario, crescere le proprie famiglie e partecipare alla vita australiana
Aly ha definito l’inclusione, non la separazione, il senso di questi programmi. Ha poi accusato i tre partiti di destra di cercare costantemente di far sentire alcuni australiani come estranei nel proprio Paese.