Il Comune dell’Inner West raddoppierà i finanziamenti alla Norton Street Italian Festa. L’annuncio è arrivato domenica 25 ottobre dal sindaco Darcy Byrne, direttamente dal palcoscenico della 40esima edizione dell’evento annuale, davanti al primo ministro Anthony Albanese e al premier del NSW, Chris Minns.
I discorsi ufficiali sono cominciati poco dopo mezzogiorno, con il Welcome to Country di Aunty Deb Lennis e gli inni italiano e australiano cantati dal coro della Italian Bilingual School. Sul palco, sponsorizzato dal Co.As.It., si sono alternate le autorità istituzionali.

Il primo ministro Anthony Albanese ha ringraziato il Co.As.It. non solo per il sostegno alla Festa ma “per il lavoro che svolge ogni singolo giorno per il benessere degli italo-australiani”.

“Ha avuto un ruolo fondamentale nell’insediamento dei nuovi migranti, nell’assistenza e nella cura della Terza età e, come abbiamo visto dai meravigliosi studenti che hanno cantato gli inni, nel far sì che la lingua e la cultura italiane siano rispettate e trasmesse alla generazione successiva”.

Poi ha aggiunto: “È già straordinario se un festival riesca a raggiungere il suo decimo anniversario, figuriamoci il quarantesimo. Ed è un esempio di ciò che siamo nell’Inner West: una comunità che sono orgoglioso di rappresentare”.

Albanese si è detto “particolarmente orgoglioso [di rappresentare la comunità italo-australiana] anche come ‘primo’ primo ministro di origini italiane”. Poi, il paradosso di Leichhardt: “Dice molto del successo del multiculturalismo australiano il fatto che siamo qui a Leichhardt, un quartiere che porta il nome di un esploratore tedesco ma che oggi è conosciuto come ‘Little Italy’”. Merito, ha spiegato, di chi è arrivato da tutto il mondo per arricchire “il miglior Paese del mondo” con la propria lingua, la propria musica e il proprio cibo: “Orgogliosi della propria eredità, ma amando l’Australia ed essendo leali al nostro grande Paese”.

Il premier del NSW, Chris Minns, si è congratulato con Byrne, con Frank Chiment e con il Co.As.It. per un festival “importantissimo non solo per la comunità italiana, ma per tutta Sydney”. “È stato bello vedere i bambini cantare a squarciagola entrambi gli inni: orgogliosi di questo Paese, ma anche della loro cultura e delle loro radici. E perché non dovrebbero esserlo?”. Minns ha poi reso omaggio a nonni e bisnonni arrivati “soprattutto nel secondo dopoguerra”, che hanno attraversato il mondo “per fondare una famiglia, una comunità, un’impresa, un sobborgo fiorente”. “Se c’era da andare sulle Snowy a costruire le dighe idroelettriche, hanno fatto quel sacrificio per i loro figli - ha detto -. Guardate questa comunità: italo-australiani ai massimi livelli dell’impresa, dell’università, della medicina, della legge e, naturalmente, della politica. E in una giornata come questa, dove vorreste essere se non a Norton Street?”.

Stephanie Di Pasqua, deputata statale di Drummoyne, è intervenuta in rappresentanza della leader dell’opposizione Kellie Sloane. Nipote di migranti italiani, ha detto di portare la propria eredità “nel cuore ogni singolo giorno”.  Ha inoltre ricordato le origini parrocchiali della Festa, nata perché la comunità di St Fiacre voleva “onorare i Santi e fare le feste come in Italia”. “Non dobbiamo mai dimenticare che oggi celebriamo la cultura italiana, ma dovremmo celebrare anche i sacrifici che avete fatto voi, i vostri genitori, i vostri nonni e bisnonni - ha detto -. Sono arrivati in questo Paese quando non sapevano quando avrebbero rivisto la famiglia. Non potevano videochiamare i propri parenti: li baciavano per salutarli senza sapere quando li avrebbero rivisti”. Si è inoltre detta “davvero orgogliosa” di essere una delle pochissime rappresentanti di origine italiana nel Parlamento del NSW, e ha chiuso con qualche parola in italiano.

La notizia della giornata l’ha annunciata il sindaco dell’Inner West, Darcy Byrne. “Visto che vogliamo che la Festa sia qui per altri quarant’anni, voglio annunciarvi oggi che raddoppieremo i finanziamenti del Comune all’evento negli anni a venire. In tutta l’Australia e in tutto il mondo si sa che Leichhardt è il luogo di nascita della diaspora italo-australiana - ha aggiunto -. Se andate in Puglia, a Giovinazzo, c’è una piazza Leichhardt, in riconoscimento dell’importanza del nostro quartiere nella storia degli italiani nel mondo”.

Byrne ha raccontato di aver accolto in municipio, lo scorso mercoledì 21 ottobre, molti di coloro che hanno fatto nascere la Festa quarant’anni fa, come Felice Montrone, e l’hanno portata avanti da allora. Ha ringraziato Albanese e Minns per i fondi alla ristrutturazione del Leichhardt Oval, “attesa da moltissimo tempo” e appena avviata. E ha chiuso con un impegno: “Facciamo in modo che la Festa sia qui non solo per altri dieci anni, ma per un altro mezzo secolo”.

“Che colpo d’occhio oggi - ha esordito il senatore Francesco Giacobbe davanti alla folla riversata su Norton Street -. Ero qui quarant’anni fa, ero appena arrivato in Australia dall’Italia”. E, raccolto l’impegno del sindaco, ha scherzato: “Credo di voler firmare un contratto per essere ancora qui fra quarant’anni”. Ha reso omaggio al Co.As.It., con la nuova amministratrice delegata Anita Bonanno, e a Byrne: “Ho visto molti sindaci all’opera. È una delle persone migliori a ricoprire un incarico pubblico, pienamente impegnato verso la comunità e convinto sostenitore dell’equità e della giustizia sociale”.

Secondo il senatore, Byrne “ha abbracciato pienamente l’eredità di Leichhardt, che fu la destinazione di migliaia di italiani che decisero di fare dell’Australia la loro nuova casa”.
Il console generale d’Italia Gianluca Rubagotti, esprimendosi in italiano, ha invitato a continuare a promuovere la lingua e la cultura italiana. Ha anche ricordato le elezioni dei Com.It.Es. del 4 dicembre, indicando il banchetto informativo allestito lungo la via. Tra le autorità presenti, anche la deputata del seggio di Balmain, Kobi Shetty. Nel suo intervento Frank Chiment, presidente ad interim del Co.As.It, che aveva fatto gli onori di casa a nome del consiglio e dello staff, ha ricordato che la prima edizione, nel 1986, fu organizzata dai frati cappuccini della vicina chiesa di St Fiacre: “La loro visione era quella di ricreare la gioia, la devozione e lo spirito comunitario delle feste religiose tradizionali italiane - ha detto -. Quarant’anni dopo, quella visione è cresciuta fino a diventare uno dei festival di strada più grandi e amati d’Australia, capace di attirare ben oltre centomila persone.” Il pensiero finale è andato alle generazioni di migranti italiani, “come i miei genitori, il cui duro lavoro, la cui resilienza e il cui forte senso di comunità hanno contribuito a Leichhardt e all’Inner West. Il Co.As.It. è molto orgoglioso di continuare a sostenere questo importante evento per la comunità”.