MILANO - Da Houston a Malpensa, passando per due voli e due identità false. Lee Mongerson Gilley, ingegnere informatico di 39 anni ricercato in Texas per il presunto omicidio dell’ex moglie incinta, è stato fermato dalla polizia di frontiera nello scalo milanese dopo due giorni di fuga. 

Secondo quanto riportato dalla Stampa, l’uomo era sottoposto a sorveglianza speciale con braccialetto elettronico, ma lo avrebbe tagliato un mese prima dell’udienza preliminare fissata negli Stati Uniti per il 5 giugno. Viaggiava con documenti falsi intestati a due diverse identità, Oliver Lejeune e Jan Malet. 

In Texas Gilley rischia la pena di morte: la vittima era incinta e l’accusa può quindi configurare un duplice omicidio, anche se lui si professa innocente. 

All’arrivo in Italia ha presentato richiesta di tutela internazionale direttamente in aeroporto. “Chiedo protezione per salvare la mia vita”, ha dichiarato, sostenendo di essere perseguitato per un crimine che non avrebbe commesso e di temere un processo ingiusto negli Stati Uniti. 

La questura di Varese ha formalizzato la domanda e disposto il trasferimento al Cpr di Torino. Dopo l’udienza di convalida davanti alla Corte d’Appello di Milano, svolta in videoconferenza, è però arrivato il mandato di cattura internazionale trasmesso dall’Interpol.  

A quel punto Gilley è stato trasferito nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, in attesa delle successive decisioni giudiziarie. \