LONDRA - Keir Starmer vede la propria leadership scivolare verso il punto più fragile del suo governo.

Dopo le pesanti sconfitte elettorali, più di 70 deputati Labour hanno chiesto pubblicamente le sue dimissioni, mentre alcuni ministri di gabinetto lo avrebbero invitato a fissare un calendario per un passaggio dei poteri.

Il primo ministro britannico ha provato a resistere, avvertendo che il Paese “non perdonerebbe mai” al Labour di precipitare nel caos di una nuova corsa alla leadership. Starmer ha detto di non voler lasciare, di assumersi la responsabilità di restare e di voler dimostrare che i suoi critici, dentro e fuori dal partito, hanno torto.

Ma la pressione interna cresce. Secondo quanto riferito, Yvette Cooper, ministro degli Esteri, e Shabana Mahmood, titolare del portafoglio dell’Interno, sarebbero tra le figure di peso che hanno suggerito al primo ministro di accompagnare un passaggio di consegne ordinato. Altri ministri, tra cui John Healey e David Lammy, avrebbero discusso con lui la necessità di un approccio “responsabile, dignitoso e ordinato” a ciò che potrebbe seguire. Non tutto il gabinetto, però, è sulla stessa linea: Richard Hermer e Steve Reed lo avrebbero esortato a combattere.

Il capo gruppo Jonathan Reynolds avrebbe passato la giornata a Downing Street per trasmettere al numero 10 l’umore degli altri deputati, compresi quelli che non hanno ancora preso posizione pubblicamente. Il quadro appare molto diverso da febbraio, quando i ministri si erano schierati in massa a difesa di Starmer dopo le prime richieste di dimissioni.

La crisi è alimentata anche dalle manovre attorno alla successione. Alcuni alleati di Wes Streeting hanno chiesto un calendario “rapido” per l’uscita del primo ministro, mentre sostenitori di Andy Burnham hanno pubblicato lettere per chiedere un cambio di leadership. Angela Rayner, il cui profilo resta condizionato dalla vicenda fiscale personale, ha lasciato intendere che bloccare il ritorno di Burnham in Parlamento sia stato un errore.

Intanto quattro junior frontbenchers si sono dimessi dai loro incarichi chiedendo a Starmer di farsi da parte. Downing Street ha reagito nominando nuovi segretari parlamentari, nel tentativo di mostrare controllo.

Il nodo politico resta brutale: cambiare leader dopo aver promesso stabilità rischia di confermare l’immagine di un partito nel panico. Ma restare con un primo ministro che un quarto dei suoi deputati non ritiene più in grado di arrivare alle prossime elezioni può essere ancora più pericoloso. In mezzo, Reform UK e Nigel Farage osservano una crisi che potrebbe lavorare tutta a loro favore.