VIAREGGIO - Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e di Rete Ferroviaria Italiana, si è costituito dopo che la Cassazione ha reso definitiva la condanna a 5 anni di reclusione, nel processo per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, in cui morirono 32 persone e oltre cento rimasero ferite. Moretti si trova ora nel carcere di Orvieto.
L’ex manager è stato accompagnato in carcere dai suoi difensori. “Il mio assistito ha accettato questa decisione come ha sempre accettato ciò che lo Stato ha imposto, rispettandolo”, ha detto l’avvocata Ambra Giovene, criticando però la decisione della Suprema Corte, definita “surreale”.
I giudici della quarta sezione penale della Cassazione hanno rigettato i ricorsi presentati dagli imputati contro la sentenza dell’appello ter, accogliendo le richieste della procura generale. Oltre alla condanna di Moretti, sono diventate definitive anche le pene per altri dieci imputati, tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e nella manutenzione del convoglio deragliato.
Il nuovo passaggio in appello era stato disposto dalla Cassazione nel gennaio 2024, quando era stata confermata la responsabilità penale degli imputati, ma era stato ordinato un nuovo giudizio limitato alla quantificazione delle pene.
Il punto riguardava l’applicazione delle attenuanti generiche: nella sentenza del 2022 erano state riconosciute nella misura minima di un nono, mentre le difese chiedevano una riduzione fino a un terzo.
La Corte d’Appello di Firenze aveva respinto le richieste degli imputati e confermato le pene. Nelle motivazioni, i giudici avevano spiegato che, di fronte alla “gravità eccezionale dei fatti” e a un accertamento ormai definitivo, la diminuzione della pena non potesse essere superiore a un nono. La Cassazione ha ora confermato quella decisione, chiudendo definitivamente il processo.