CANBERRA - Automobilisti e imprese australiane si preparano a pagare di più alla pompa, con la fine del taglio temporaneo dell’accisa sui carburanti prevista per la fine di giugno.
Il governo federale aveva dimezzato l’imposta ad aprile, riducendo il prezzo di 26 centesimi al litro, per attenuare l’effetto dell’aumento del prezzo del petrolio conseguenza della guerra contro l’Iran. La misura, dal costo di 2,5 miliardi di dollari per il bilancio pubblico, non dovrebbe essere prorogata.
Il ministro dei Trasporti Catherine King ha indicato che, allo stato attuale, gli automobilisti devono aspettarsi il ritorno dell’accisa piena. Ospite di ABC, ha detto: “Stiamo consultando l’industria sull’impatto, ma le persone dovrebbero prevedere che la misura terminerà alla fine di giugno. King ha aggiunto che il governo sta cercando in ogni modo di proteggere gli australiani dalle conseguenze del conflitto in Medio Oriente.
L’NRMA avverte che, sulla base dei prezzi attuali, a luglio il costo medio della benzina senza piombo a Sydney potrebbe raggiungere 1,99 dollari al litro, circa 40 centesimi in più rispetto ai livelli precedenti l’inizio della guerra contro l’Iran. Il gasolio potrebbe salire di 65 centesimi, arrivando a 2,37 dollari al litro.
Il portavoce dell’NRMA Peter Khoury ha osservato che i mercati asiatici regionali, da cui l’Australia importa gran parte del carburante, sono rimasti finora abbastanza stabili. L’incognita resta però il Medio Oriente: tra un mese, ha detto, i prezzi potrebbero essere più bassi o più alti.
Il quadro internazionale resta fragile. L’esercito statunitense ha avviato nuovi raid definiti di “autodifesa” contro l’Iran, dopo l’abbattimento di un elicottero Apache americano. Il presidente Donald Trump aveva dichiarato che Washington doveva rispondere all’attacco. Media statali iraniani hanno riferito di esplosioni a Sirik, città portuale lungo lo Stretto di Hormuz.
Il primo ministro Anthony Albanese ha affermato che i continui cambiamenti attorno allo Stretto rendono difficile gestire le conseguenze economiche. “Continuiamo a chiedere una de-escalation del conflitto. L’impatto qui si sente”.
Secondo i dati del Dipartimento del Tesoro, Sydney, Melbourne e Brisbane avevano registrato cali di almeno 89 centesimi al litro dopo il taglio dell’accisa. Ora quella tregua sui prezzi sta per terminare.