CANBERRA – Il Partito liberale non intende spartirsi i seggi con One Nation per incrementare le possibilità di battere il Partito laburista alle prossime elezioni federali.

Lo ha detto il leader dell’opposizione Angus Taylor, mentre nella Coalizione cresce l’allarme per l’avanzata nei sondaggi del partito di Pauline Hanson.

Ospite di ABC News Breakfast, Taylor ha escluso un accordo di desistenza con One Nation sui collegi in cui evitare candidature concorrenti. “No, non c’è alcun piano per dividere i seggi. Non lo faremo”, ha detto. 

Il leader liberale ha sostenuto che il suo partito resterà concentrato contro un governo laburista che, a suo giudizio, sta portando il Paese nella direzione sbagliata, tra tasse più alte, meno case, immigrazione non allineata all’offerta abitativa e un sistema energetico “disfunzionale”.

Le parole di Taylor vengono pronunciate dopo che The Australian ha riferito dell’invito dell’esponente liberale di primo piano Tony Pasin ad aprire una discussione su una possibile collaborazione con One Nation, per evitare che i due partiti si danneggino a vicenda nei collegi chiave.

In dichiarazioni riportate dal quotidiano The Australian, Pasin ha affermato che i due partiti “dovrebbero collaborare per individuare quali seggi siano più opportunamente contesi da One Nation o dalla Coalizione”, sostenendo che potrebbero mettere in comune le risorse e “ottenere due seggi al prezzo di uno”.

Pasin, esponente liberale, ha più motivi di molti altri per preoccuparsi della crescita di One Nation. Alle elezioni federali del 2025, One Nation si è classificato al terzo posto nel collegio di Barker, rappresentato da Pasin, mentre alle elezioni statali del South Australia dello scorso marzo il partito di Pauline Hanson ha conquistato seggi in aree che si sovrappongono al suo elettorato federale.

L’ex analista elettorale della ABC, Antony Green, ha scritto su X: “Considerando quanto fortemente One Nation abbia votato entro i confini del collegio di Pasin, sulla base dei risultati delle elezioni statali del South Australia, mi chiedo se stia sperando che Barker diventi uno dei seggi in cui One Nation decida di non presentare un candidato per lasciare campo libero al Partito liberale”.

Anche il portavoce dell’opposizione per la Difesa, James Paterson, ha respinto la proposta. “Non mi interessa dividere il bottino con un altro partito politico a due anni dalle elezioni”, ha detto ad ABC, avvertendo che agganciare i liberali al marchio One Nation comporterebbe rischi difficili da prevedere. Paterson ha ricordato che non è possibile sapere quali politiche o candidati il partito di Hanson presenterà da qui al voto.

Secondo Paterson, il Partito liberale deve prima riconquistare la fiducia degli elettori tradizionali persi negli ultimi anni, prima di valutare qualunque intesa con altre forze politiche.

Il nodo resta aperto. Taylor in passato non ha escluso la possibilità di indicare One Nation nelle preferenze, ma dentro il partito la linea resta divisa.

Il Partito laburista prova, intanto, a dipingere One Nation come una forza della protesta più che delle risposte. Il ministro degli Esteri Penny Wong ha detto che il governo affronterà Hanson “realizzando cambiamenti concreti” per gli australiani. Wong ha anche accusato One Nation di votare spesso con i liberali al Senato e di essere ormai parte dello stesso campo politico di Taylor.

La crescita di Hanson mette così la Coalizione davanti a una scelta scomoda: prendere le distanze o inseguire un elettorato che si sta spostando più a destra.