CANBERRA - I parlamentari Liberali faranno uso della pausa invernale di cinque settimane per promuovere la proposta di tagli fiscali permanenti anno dopo anno, nel tentativo di ricostruire un profilo politico credibile e arginare l’avanzata di One Nation.
Il partito chiude la prima metà dell’anno parlamentare in una posizione estremamente debole. Secondo Newspoll, la Coalizione è scesa al 17% nel voto primario, dietro sia a Partito laburista che a One Nation, mentre tra alcuni deputati sono iniziate discussioni sulle prospettive di lungo periodo della leadership di Angus Taylor.
I vertici Liberali sperano che la lunga pausa consenta ai parlamentari di uscire da Canberra e rendere più visibili le proprie proposte. L’obiettivo non è soltanto attaccare il governo o Pauline Hanson, ma offrire agli elettori un messaggio più riconoscibile di quello mostrato finora.
Il portavoce dell’opposizione per il Tesoro, Tim Wilson, ha detto che i Liberali devono costruire una cornice politica capace di parlare agli australiani. Secondo Wilson, il compito è definire una storia su come il partito intende costruire un futuro liberale “più luminoso e fiducioso”.
Una fonte Liberale senior ha sostenuto che le critiche a Partito laburista e One Nation saranno più efficaci solo se gli elettori capiranno quale alternativa propone la Coalizione. È il punto che ha finora indebolito l’opposizione: molto attacco al governo, ma poca percezione pubblica di una piattaforma propria.
Nel discorso di risposta alla manovra finanziaria di maggio, Taylor ha promesso di indicizzare gli scaglioni fiscali all’inflazione, misura che secondo lui restituirebbe circa 1.000 dollari l’anno al lavoratore medio. Ha anche promesso di tagliare la spesa pubblica e impedire ai residenti permanenti l’accesso al welfare.
Il Partito laburista userà la stessa pausa per promuovere il nuovo pacchetto di tagli fiscali, l’espansione del congedo parentale pagato e la difesa delle modifiche contestate al trattamento fiscale degli investimenti.
Il primo ministro Anthony Albanese ha portato un attacco alla Coalizione durante la sessione di interrogazioni alla Camera, dopo che la deputata Liberale Melissa McIntosh aveva invocato un rebrand del partito. Albanese ha detto che il problema dei Liberali non è il nome, ma il prodotto politico: non il modo in cui si presentano, ma ciò che sono e propongono.
Nell’ultima settimana di sedute prima della pausa, il governo ha presentato anche norme per rafforzare il limite d’età sui social media e una stretta sulla pubblicità del gioco d’azzardo. I due provvedimenti, insieme alle modifiche controverse all’NDIS, torneranno in Aula ad agosto.
Albanese, intanto, si recherà nei prossimi giorni alle Fiji e nelle Isole Salomone per rafforzare i legami di sicurezza e contrastare l’influenza cinese nel Pacifico.
Per i Liberali, la pausa non è un riposo. È un test: dimostrare che dietro la crisi nei sondaggi esiste ancora una proposta capace di arrivare agli elettori.