MELBOURNE - È la notte dei miracoli. O meglio, il pomeriggio delle stelle cadenti, quello in cui tutti i sogni si avverano. Non importa quello che dicono, non importa quello che rivendicano: erano trent’anni, dal 1996, che il nome Brunswick Juventus non era iscritto al campionato nazionale, quella che è la Serie A australiana.
A onor del vero, i bianconeri vi parteciparono anche nel 2012, ma giocando sotto un altro nome, visto il bando della federcalcio verso le denominazioni etniche. Allora erano guidati dal mitico Joseph Sala. Ovviamente, nella prima serie non includiamo la A-League, visto che lì è un discorso di franchigie e non di storia e passione.
Staranno brindando su una nuvola, lassù nel cielo, quelli che non ce l’hanno fatta: il Gran Ufficiale, il Cavaliere e Mr. V, tra gli altri. Ci piace pensarli sorridenti, loro che per questo club hanno dato l’anima, come l’ha data Sala, troppe volte deluso nel vedere la sua amata finire sempre come damigella d’onore e mai come sposa.
Quest’anno aveva fatto un passo indietro, consegnando la sedia a Giuseppe Mirabella, finalmente coinvolto completamente per onorare i figli e il padre. Ed è lui che ora sventola il bandierone tricolore in mezzo al campo.
E la settimana scorsa, durante la riunione di comitato, aveva appena sussurrato: “Michele, speriamo di farcela questa volta, così lascio Felice...”. Non lascerà, il buon Joe. Lo sa lui e lo sappiamo noi. Malgrado qualche difettuccio, è parte integrante del club, nonché punto di riferimento imprescindibile da più di quarant’anni.
Stavolta alla CB Smith Reserve erano in tanti. La partita? Solo un dettaglio. Il nostro amico Marinos, allenatore degli ospiti, i greci del Manningham United, era già in borghese. Vista la stagione anonima, probabilmente non verrà confermato. In campo diversi ragazzini e in porta addirittura un 16enne: poca roba per contrastare gli esperti bianconeri, che avevano già prenotato il viaggio a Bali per la settimana prossima, convinti che nulla avrebbe potuto fermarli.
Alla radio arriva la conferma: i Leoni, dopo un secondo tempo giocato un po’ sottotono, stanno sbranando gli Hercules. La rete di Francis nel primo tempo e quelle di Basic ed Ellis nella ripresa confermano che gli ospiti non sono pervenuti.
Questi gli artefici della splendida stagione bianconera: Nicholas Feely, Nenad Nikolic, Lachlan Campbell, Nicholas Symeoy, Dominic Falla, Jack Morton, Luka Lovic, Luke Francis, Marko Basic, James Xydias, Nuh Sehavdic, Liam Price, Austin Ganino, Luka Pullen, Kristian Tramontana, Sean Ellis.
E dopo il triplice fischio scoppia la festa sugli spalti. La nobiltà dei tifosi bianconeri: i Leoni, i Mattioli, i Barone, tutti con le braccia alzate. Un grazie va soprattutto a loro, così come al mitico Amerigo.
Negli spogliatoi, poi, parla Barbieri, il Generale: “È stata una stagione lunga e dura, ma mai per un secondo ho dubitato del vostro carattere e della voglia di vincere che vi portate dentro. So che non sono una persona facile ed è per questo che, dal profondo del mio cuore, voglio solo dirvi: grazie”. Da buon calabrese, la lacrima è di rito. Poi Maria. Maria Carmignani, regina di vittoriana memoria, una che sa solo vincere, che sa interloquire con il povero e con il ricco, con l’erudito e con lo stolto, con una facilità celestiale. Lei è la causa principale di questo successo senza precedenti: due anni da presidente, due promozioni consecutive. Lei, inebriata dalla gioia, riesce soltanto a dire, tra le lacrime: “Sono solo una vecchia ragazza, ma amo questo club con tutto il mio cuore”.
Per il futuro c’è tempo. Un futuro da ridisegnare da tutte le latitudini, per consolidare la squadra tra i grandi. I progetti sono grandi e ambiziosi: ridare agli italiani di Melbourne quel patrimonio che è stato perso per troppi anni.
MICHELE VISCIONE