WASHINGTON - Nuovo terremoto ai vertici dell’intelligence statunitense: Bill Pulte è stato nominato direttore ad interim della super agenzia nazionale che coordina l’intera Comunità dell’intelligence degli Stati Uniti. Pulte prende il posto di Aaron Lukas, a sua volta nominato dopo le dimissioni di Tulsi Gabbard. 

Si tratta di un ruolo straordinariamente strategico, considerato tra i più influenti dell’intera amministrazione: Pulte si troverà a coordinare diciotto organizzazioni federali – tra cui Cia, Fbi, i servizi segreti del Pentagono e l’agenzia geospaziale – che insieme contano oltre 100mila dipendenti tra civili e militari.  

Questo immenso apparato ha il compito di raccogliere e analizzare informazioni su terrorismo, cyberattacchi, proliferazione nucleare e attività militari straniere, oltre a supervisionare ogni mattina la preparazione del rapporto riservato (il President’s Daily Brief) destinato al presidente degli Stati Uniti. 

La scelta ha immediatamente sollevato accesi dibattiti. I media Usa descrivono infatti il neodirettore come totalmente “privo d’esperienza” nel campo dello spionaggio e della sicurezza nazionale. Nato nel 1988 a Boynton Beach, in Florida, William “Bill” John Pulte è un uomo d’affari proveniente dal settore immobiliare, erede della famiglia fondatrice di PulteGroup, una delle più grandi imprese di costruzione degli Stati Uniti.  

Fondatore della società di investimento Pulte Capital, si era fatto conoscere dal grande pubblico sui social media per la cosiddetta “Twitter Philanthropy”, un’iniziativa con cui distribuiva denaro direttamente a persone in difficoltà attraverso la piattaforma X. 

La sua nomina ad interim arriva in un momento internazionale estremamente delicato, nel bel mezzo dei complessi negoziati tra Washington e Teheran per porre fine al conflitto in Medio Oriente e trovare un accordo sul programma nucleare iraniano. 

Nonostante la mancanza di un passato negli apparati di sicurezza, Pulte ha dimostrato una ferrea fedeltà a Donald Trump. Il suo ingresso nel secondo mandato presidenziale risale al marzo dello scorso anno, quando il Senato lo ha confermato alla guida della Federal Housing Finance Agency (Fhfa), l’autorità federale che vigila sul mercato immobiliare americano e su giganti del credito come Fannie Mae e Freddie Mac.  

Annunciando la sua nuova promozione sui social, lo stesso Trump ha difeso la scelta lodando la sua “profonda esperienza nella gestione delle questioni più sensibili degli Stati Uniti, della sicurezza e solidità dei mercati, e di oltre 10mila miliardi di dollari a Fannie Mae e Freddie Mac”. Durante il suo mandato alla Fhfa, tuttavia, Pulte ha attirato forti critiche per uno stile di comunicazione giudicato molto aggressivo e per l’uso spregiudicato dei canali social. 

A preoccupare analisti e oppositori politici è soprattutto l’attivismo mostrato da Pulte contro i rivali storici del presidente. Dal suo ufficio alla Fhfa, il manager ha infatti segnalato al dipartimento di Giustizia figure di primissimo piano del Partito Democratico, chiedendo che venissero indagate per presunta frode sui mutui immobiliari. Tra i profili presi di mira figurano la procuratrice generale di New York Letitia James, il deputato Eric Swalwell, il senatore Adam Schiff e la procuratrice distrettuale della Contea di Fulton, Fani Willis.  

A questi si aggiunge la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook, segnalata con accuse analoghe nel tentativo di spingerla alle dimissioni per far posto a un profilo più gradito alla Casa Bianca. 

Tutte le persone coinvolte abbiano respinto fermamente le accuse (e l’unica indagine formalizzata, quella contro Letitia James, sia stata successivamente annullata da un giudice federale), tanto che queste mosse hanno alimentato il sospetto che l’amministrazione utilizzi le agenzie federali per regolare conti personali e vendette politiche. Il timore diffuso tra gli osservatori è che Pulte possa ora trasferire questa stessa determinazione e i medesimi metodi all’interno della delicatissima comunità degli 007 statunitensi.