KIEV - Dopo settimane di continue pressioni da parte del presidente statunitense Donald Trump, l’Ucraina ha sospeso gli attacchi contro le raffinerie petrolifere situate all’interno del territorio russo. A rivelarlo è il Wall Street Journal, spiegando che la pausa nelle operazioni contro le infrastrutture energetiche di Mosca è scattata la scorsa settimana e dovrebbe protrarsi almeno fino alla conclusione delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, se non addirittura fino alla fine di novembre.
Nonostante lo stop alle incursioni contro le raffinerie, la tensione militare resta altissima. Le Forze Armate di Kiev hanno lanciato uno dei più imponenti attacchi con droni contro la capitale russa dall’inizio del conflitto. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha reso noto sui social che nella sola notte sono stati diretti verso la regione della capitale 862 droni, preceduti da un altro attacco sferrato nella notte precedente con 613 velivoli. La difesa aerea russa ne ha neutralizzati la maggior parte a grande distanza dalla città, mentre altri 170 sono stati abbattuti nelle immediate vicinanze del centro urbano.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha commentato l’incursione bollando come “strano” il tentativo ucraino di colpire la capitale con una tale intensità proprio durante lo svolgimento del vertice Russia-Africa.
Sul fronte opposto, le forze russe hanno condotto una nuova e pesante ondata di attacchi notturni sull’Ucraina. A Kiev, colpita da missili balistici che hanno provocato incendi e danni strutturali, si registra un morto. Come riferito dal sindaco Vitali Klitschko, nel distretto di Darnytskyi sono stati centrati alcuni magazzini, mentre nel quartiere di Dniprovskyi la caduta dei detriti ha danneggiato abitazioni, automobili e un esercizio commerciale.
Nella regione di Dnipro, bombardamenti mirati contro le infrastrutture energetiche hanno lasciato circa 350.000 persone prive di elettricità, con le squadre di soccorso impegnate nel ripristino delle forniture, come confermato dal governatore Oleksandr Ganzha. Il nuovo raid giunge a poche ore di distanza dalla tragica strage sferrata contro la stazione ferroviaria di Dnipro, il cui bilancio è salito ad almeno 14 morti e altrettanti feriti, confermando l’escalation russa contro la rete energetica e le infrastrutture viarie in vista dell’inverno.
Tensione altissima anche sul sito della centrale nucleare di Zaporizhzhia (ZNPP), dove un attacco condotto con un drone ucraino ha provocato la morte di un lavoratore dell’impianto. La notizia è stata diffusa dalla Tass, che cita una nota ufficiale diramata via Telegram dall’azienda energetica che gestisce la struttura.
“Ieri, un attacco di droni delle Forze Armate ucraine ha ucciso un saldatore presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia — precisa la dichiarazione — Stava andando al lavoro a bordo di un monopattino elettrico quando è avvenuto l’attacco, che ha colpito una persona in movimento. Questo è barbaro. Una caccia ai civili, una caccia ai lavoratori del settore nucleare. Consideriamo questo incidente come l’ennesimo attacco mirato contro il personale della centrale nucleare di Zaporizhzhia”. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) è stata ufficialmente informata dell’accaduto.
Sul fronte umanitario si registra l’avvio delle operazioni a Oleshky grazie a un canale coordinato direttamente dalla first lady statunitense Melania Trump. A confermare la partenza del convoglio d’aiuti è stato Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin, in un post diffuso su X.
L’iniziativa sul campo è guidata congiuntamente dalla commissaria russa per gli Affari umanitari, Yana Lantratova, e dal rappresentante ucraino Dmytro Lubinets. “Un approccio umanitario basato su un coordinamento trilaterale tra Russia, Stati Uniti e Ucraina funziona”, ha sottolineato Dmitriev sul proprio profilo social.
In merito alle procedure operative, la commissaria Lantratova ha spiegato all’agenzia Interfax e al servizio informativo Vesti che le evacuazioni dei civili a bordo di autobus saranno consentite fino alle ore 14:00 di oggi, per poi lasciare spazio alla distribuzione diretta dei beni di prima necessità: “Le persone che hanno deciso di partire possono registrarsi e salire sugli autobus fino alle 14, poi saranno distribuiti gli aiuti umanitari”, specificando che la scansione temporale è stata definita per evitare pericolosi assembramenti di folla.
Sullo scenario diplomatico euro-atlantico emergono infine indiscrezioni circa le crescenti riserve di Washington sulla linea dura adottata sul fianco orientale della Nato. Secondo quanto riportato dalla Tass sulla base di una ricostruzione di Reuters, nelle ultime settimane funzionari del Pentagono hanno avvertito diversi Paesi alleati, con particolare riferimento ai Paesi Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), che le loro continue dichiarazioni sulla presunta minaccia imminente proveniente dalla Russia risultano dannose per la sicurezza complessiva dell’Europa.
Gli Stati Uniti hanno sollecitato i rappresentanti dei tre governi baltici a moderare i toni ufficiali durante una serie di incontri bilaterali riservati. Non è noto se analoghi richiami siano stati rivolti ad altre cancellerie europee, mentre il Pentagono ha opposto un no comment formale richiamando il vincolo di riservatezza che copre i colloqui diplomatici bilaterali.