Una sala piena, tavole imbandite, musica e soprattutto il piacere di ritrovarsi, ancora una volta, insieme. È così che il Circolo Pensionati Italiani di Moonee Ponds ha celebrato il Father’s Day, trasformando la ricorrenza dedicata ai papà in un’altra occasione per rinsaldare i legami di una comunità che, da 38 anni, rappresenta un punto di riferimento per gli italiani della vasta municipalità di Moonee Valley.
A fare gli onori di casa, in assenza del presidente Portaro, è stato il vicepresidente Melino Martello, che ha accolto i circa 164 partecipanti: “Oggi festeggiamo una giornata speciale, la giornata dei papà”. La preparazione della sala ha richiesto almeno due giorni, ma l’organizzazione complessiva, dalla programmazione iniziale agli ultimi dettagli, ha impegnato il comitato per un’intera settimana.
Alla festa hanno partecipato circa cento donne e una sessantina di papà, ai quali il circolo ha voluto riservare un omaggio particolare: una bottiglia di vino rosso, personalizzata con un’immagine legata al mondo delle automobili, una passione che accompagna molti uomini della loro generazione.
Il pomeriggio è proseguito con un delizioso pranzo curato dal Vizzini Catering Service di Joe La Ferlita e con l’intrattenimento musicale affidato a Sam Balbo, di Fiesta che ha trascinato i partecipanti sulla pista da ballo.
A rappresentare le istituzioni e la realtà associativa locale è intervenuto Frank Di Blasi, presidente della Moonee Valley Interfaith Network e dell’Avondale Heights & East Keilor Residents’ Association. Da sempre vicino alla storia e allo sviluppo del circolo, Di Blasi ha voluto dedicare il proprio intervento ai padri presenti, proponendo un brindisi in loro onore.
Nel suo messaggio ha ricordato i sacrifici affrontati dalla generazione degli emigrati italiani e il contributo dato alla crescita delle famiglie e della società australiana. “Senza mai lagnarsi o aver paura di sporcarsi le mani”, ha detto, quella generazione ha saputo costruire il proprio futuro e contribuire alla comunità italiana “in modo meraviglioso in tutti i rami del sapere umano”. Il suo intervento si è concluso con un augurio corale: “Un brindisi a tutti voi, noi, papà. Evviva tutti i papà!”.
La festa ha avuto anche un momento particolarmente atteso: la nomina del ‘Papà dell’Anno’. Il riconoscimento è andato a Isidoro Riccioni, al quale è stata consegnata una bottiglia di whisky. La scelta, ha spiegato Martello, non è stata casuale: Riccioni è infatti una presenza costante nelle iniziative del circolo e, quando c’è bisogno di una mano, è tra i primi a farsi avanti.
Il papà ha accolto il riconoscimento con evidente sorpresa. “Sono molto emozionato. Devo ringraziare il signor Melino Martello, perché per me è come un fratello. Veramente non me l’aspettavo”.
Padre di tre figli e nonno di sei nipoti, ha parlato anche della difficoltà di trasmettere la lingua italiana alle nuove generazioni. “Cerco di educarli a parlare italiano”, ha raccontato, ricordando come soltanto due dei suoi tre figli conoscano la lingua.
Poi, ha indicato nella famiglia il cuore dell’educazione: “La mamma e il papà sono un’unica comunicazione che trasmette educazione ai figli”. E sul suo rapporto con il circolo non ha lasciato spazio a dubbi: l’aiuto agli altri, ha spiegato, viene offerto spontaneamente, senza aspettare che qualcuno lo chieda.
Alla fine, più che il premio, ciò che rimane è il senso di appartenenza a una comunità costruita nel tempo. La tesoriera Maria Cioccia, da tre anni impegnata in questo ruolo nel comitato, ha infatti evidenziato una costante, seppur lenta, crescita del numero degli iscritti. Conosce personalmente i soci e, secondo quanto riferisce, raccoglie spesso commenti molto positivi sulle attività proposte, soprattutto sui pomeriggi con pranzo, musica e ballo.