PARIGI – Astronauti, capi di Stato e dirigenti dell’industria spaziale si sono riuniti ieri al Grand Palais di Parigi per un vertice internazionale co-organizzato da Francia e Germania, in una fase in cui l’Europa cerca di rafforzare il proprio ruolo tra sicurezza, accesso indipendente allo spazio e crescente competizione globale.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che nel corso dei due giorni dell’evento dovrebbero essere firmati oltre 50 progetti, sottolineando la necessità di potenziare la ricerca spaziale europea e approfondire al tempo stesso le collaborazioni con altri Paesi.

Accanto al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, Macron ha inoltre accolto l’annuncio della prossima missione privata dell’European Space Agency (ESA), PAM-6, con approdo sulla International Space Station, prevista per il 2027. La missione porterà nello spazio Adrianos Golemis, primo astronauta greco della storia.

Tra gli accordi presentati figura anche quello tra Amazon Leo e Arianespace. Secondo Macron, Amazon ha confermato altri sei lanci, portando il totale a 24.

Il vertice nasce però in un quadro politico più complesso di quanto previsto quando il presidente francese lo annunciò nell’ottobre 2025 come occasione per definire una “visione condivisa” del ruolo dell’Europa tra le potenze spaziali entro il 2035.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz non ha partecipato, citando impegni interni. La Germania è stata rappresentata dal ministro della Difesa Boris Pistorius e da quello responsabile dello spazio Dorothee Bär.

La sua assenza coincide con mesi di divergenze franco-tedesche su programmi di difesa e spazio, culminate a giugno nell’abbandono del Future Combat Air System dopo anni di contrasti.

Macron continua a sostenere una maggiore autonomia strategica europea e programmi come Ariane 6, riducendo la dipendenza da operatori statunitensi come SpaceX. Berlino si è mostrata invece più disponibile a utilizzare alternative americane meno costose.

Sabato la startup tedesca Isar Aerospace ha intanto lanciato il primo razzo commerciale capace di raggiungere l’orbita dall’Europa continentale, un risultato definito da Merz “l’inizio di una nuova era”.

Ulteriori difficoltà sono emerse con il ritiro di diverse aziende statunitensi. Secondo quanto riferito, SpaceX, Blue Origin, Stoke Space e Starcloud avrebbero rinunciato a partecipare dopo che un funzionario della Casa Bianca avrebbe avvertito che la loro presenza avrebbe potuto essere interpretata come un sostegno implicito alle posizioni politiche dell’Unione Europea.

Il vertice prende avvio mentre l’Europa aumenta sensibilmente le risorse destinate al settore. Storicamente, i programmi spaziali europei hanno ricevuto investimenti pari a circa lo 0,07 per cento del PIL, contro lo 0,24 per cento degli Stati Uniti.

Nel novembre 2025 l’ESA ha però approvato un bilancio record di 22,3 miliardi di euro per il triennio 2026-2028, mentre altri 35 miliardi sono stati destinati alle applicazioni spaziali per sicurezza e difesa.

La guerra in Ucraina ha inoltre evidenziato il valore strategico delle reti satellitari. La dipendenza di Kiev da Starlink ha rafforzato in Europa la convinzione della necessità di infrastrutture proprie, tra cui la costellazione IRIS².

Hermann Ludwig Moeller, direttore dell’European Space Policy Institute, ha sottolineato che lo spazio è ormai essenziale sia alla vita civile sia alle operazioni militari, dalla navigazione satellitare alla protezione delle infrastrutture critiche.

Per la Francia, il summit rappresenta quindi non soltanto una vetrina industriale, ma un tentativo di consolidare una politica europea capace di coniugare ricerca, sicurezza e indipendenza tecnologica in un settore destinato ad assumere un peso sempre maggiore.