SYDNEY - Per la prima volta nella storia della prestigiosa classifica QS (Quacquarelli Symonds) World University Rankings, la University of New South Wales (UNSW) ha superato l’Università di Melbourne, conquistando il titolo di ateneo australiano meglio posizionato a livello globale.
Nell’edizione 2027 della graduatoria, che valuta oltre 1.500 istituzioni accademiche in 106 Paesi e territori, la UNSW si è classificata al 19° posto mondiale, guadagnando una posizione rispetto all’anno precedente e completando una straordinaria ascesa di 30 posizioni dal 2017. L’università di Sydney ha ottenuto risultati particolarmente positivi per quanto riguarda l’occupabilità dei laureati, la sostenibilità, la reputazione accademica e le collaborazioni internazionali nella ricerca.
Di segno opposto l’andamento dell’Università di Melbourne, che continua a registrare una flessione. Dopo essere scesa dal 12° al 19° posto nell’edizione precedente, quest’anno l’ateneo è arretrato ulteriormente fino alla 22ª posizione mondiale.
Il risultato della UNSW si inserisce in un quadro generalmente positivo per il sistema universitario australiano. Il 58% delle istituzioni del Paese già presenti nella classifica ha migliorato il proprio posizionamento, con nove università che hanno raggiunto il miglior risultato della loro storia. Un dato che appare particolarmente significativo se confrontato con quello degli Stati Uniti, dove soltanto il 12% degli atenei ha registrato un miglioramento, e con il Regno Unito, fermo al 21%.
Quest’anno sono state classificate 37 delle 43 università australiane riconosciute ufficialmente, il numero più alto mai registrato dalla graduatoria QS.
Il vicecancelliere della UNSW, il professor Attila Brungs, ha accolto con entusiasmo il risultato, sottolineando come il primato nazionale possa tradursi in maggiori opportunità per l’ateneo: “Siamo entusiasti di essere il numero uno in Australia perché questo ci consente di fare di più, di avere un impatto maggiore, più influenza e accesso a reti internazionali ancora più ampie - ha dichiarato -. Offre inoltre ai nostri studenti e al nostro personale opportunità ancora maggiori di contribuire positivamente al mondo”.
Dall’Università di Melbourne è arrivata una risposta improntata alla continuità strategica. Il vicecancelliere ad interim, il professor Glyn Davis, ha affermato che l’ateneo resta concentrato sul rafforzamento delle partnership globali, sull’eccellenza nella didattica e nella ricerca e sulla preparazione degli studenti alle sfide di un contesto internazionale in rapida evoluzione.
Nonostante i risultati incoraggianti, gli esperti invitano alla cautela. Jessica Turner, amministratrice delegata di QS, ha evidenziato come i progressi immediati del settore si accompagnino a sfide di lungo periodo. Tra queste, l’aumento dei costi dei visti per studenti internazionali, il crescente numero di domande respinte e livelli di soddisfazione studentesca considerati insufficienti.
“Con 21 università che hanno migliorato la propria posizione, il settore continua a guadagnare slancio - ha spiegato Turner -. La reputazione dell’Australia tra accademici e datori di lavoro si sta rafforzando, mentre la capacità di attrarre studenti e docenti internazionali conferma il valore che il talento globale apporta ai campus, alla ricerca e all’economia nazionale”.
Anche Angel Calderon, direttore degli insight strategici della RMIT University e membro del QS Rankings Advisory Board, ha interpretato i risultati come un segnale di resilienza del sistema universitario australiano dopo un anno definito difficile. A suo giudizio, il miglioramento complessivo è stato trainato soprattutto dall’elevato numero di citazioni scientifiche per docente e dalla crescente reputazione accademica delle istituzioni.
La classifica conferma dunque la solidità del sistema universitario australiano sulla scena globale, ma evidenzia anche la necessità di affrontare questioni strategiche che potrebbero influenzarne la competitività nei prossimi anni.