MILANO - Il Tribunale del Riesame di Milano ha confermato il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di oltre 12,5 milioni di euro nell’ambito di uno dei filoni della maxinchiesta sulla gestione urbanistica della città. 

Il provvedimento riguarda la società Bluestone Crescenzago, che ha realizzato le Park Towers, due grattacieli nella zona del Parco Lambro, il patron del gruppo immobiliare Andrea Bezziccheri e il responsabile dello sviluppo Gianluca Zammarchi, tutti indagati. 

Al centro degli accertamenti c’è il presunto utilizzo irregolare di crediti d’imposta legati al Sismabonus, l’agevolazione fiscale prevista per interventi edilizi finalizzati alla riduzione del rischio sismico. 

Secondo i pubblici ministeri Luisa Baima Bollone, Mauro Clerici e Paolo Filippini, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, Bluestone e i suoi amministratori avrebbero ottenuto indebitamente crediti fiscali pari all’85% delle spese ammesse, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. 

Il beneficio sarebbe stato richiesto facendo rientrare gli interventi nella categoria delle ristrutturazioni edilizie, nonostante le due torri fossero già state classificate come nuove costruzioni. 

Una distinzione decisiva per gli investigatori, perché la qualificazione urbanistica degli immobili incide sulla possibilità di accedere alle agevolazioni fiscali previste dalla normativa. 

Secondo la ricostruzione della Procura, i crediti sarebbero stati ottenuti quando era già emersa la contestazione relativa alla natura degli interventi edilizi. 

Nello stesso periodo, infatti, i magistrati avevano già concluso le indagini sul presunto reato di lottizzazione abusiva relativo alle Park Towers e chiesto il rinvio a giudizio di diversi soggetti coinvolti, tra cui Bezziccheri. 

Contro il decreto di sequestro aveva presentato ricorso Zammarchi. 

Dopo l’udienza dei giorni scorsi, il collegio del Riesame, composto dai giudici Guadagnino, Recaneschi e Raciti, ha confermato il provvedimento disposto dalla gip, modificando però la qualificazione giuridica di una delle accuse. 

L’originaria ipotesi di truffa è stata infatti riqualificata nel reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. Resta inoltre contestata nell’inchiesta l’indebita compensazione di crediti d’imposta ritenuti inesistenti. 

La decisione mantiene quindi il vincolo sui beni sequestrati, pur modificando l’inquadramento di una parte delle contestazioni. 

Il procedimento si inserisce nella più ampia indagine sull’urbanistica milanese, che riguarda la regolarità delle autorizzazioni e delle procedure utilizzate per diversi interventi immobiliari.