BRASILIA – Accanto a Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro, in corsa per la presidenza del Brasile, ci sono due politici con percorsi molto diversi. 

Il primo è Geraldo Alckmin, attuale vicepresidente e candidato alla riconferma con il Partito dei Lavoratori (PT). Il secondo è Alfredo Gaspar, deputato federale dello Stato di Alagoas e candidato vicepresidente nella formula del Partito Liberale (PL) guidata da Bolsonaro.

Medico di formazione, 73 anni, Geraldo Alckmin ha costruito una lunga carriera politica soprattutto nello Stato di San Paolo, di cui è stato governatore. 

Nel 1988 ha partecipato alla fondazione del Partito della Socialdemocrazia Brasiliana (PSDB), formazione di centrodestra che per anni è stata una delle principali avversarie del PT.

La sua storia politica si è incrociata con quella di Lula già nel 2006, quando i due si affrontarono al secondo turno delle elezioni presidenziali. All’epoca Alckmin era il candidato del PSDB, mentre Lula ottenne la riconferma con il 60% dei voti.

Negli anni successivi, il loro rapporto è cambiato e Alckmin ha lasciato il PSDB nel 2021 per unirsi al Partito Socialista Brasiliano (PSB). Nel 2022 è diventato il candidato vicepresidente nella formula con Lula, un’alleanza tra due figure provenienti da tradizioni politiche differenti.

Dopo la vittoria elettorale, Alckmin ha assunto la vicepresidenza nel gennaio 2023, affiancandola all’incarico di ministro dello Sviluppo, dell’Industria, del Commercio e dei Servizi. Ora punta a un nuovo mandato di quattro anni.

Alfredo Gaspar, 55 anni, rappresenta invece la candidatura alla vicepresidenza del campo conservatore. Nato a Maceió, nello Stato di Alagoas, ha una formazione giuridica e ha lavorato per oltre vent’anni nel Ministero pubblico statale, ricoprendo anche l’incarico di procuratore generale.

La sua attività professionale è stata legata soprattutto al contrasto della criminalità organizzata. Tra il 2015 e il 2016 ha ricoperto il ruolo di segretario della Pubblica sicurezza di Alagoas, entrando così nell’amministrazione statale.

Nel 2020 ha lasciato la carriera nel sistema giudiziario per candidarsi alla carica di sindaco di Maceió, arrivando al ballottaggio senza però essere eletto. Nel 2022 è stato eletto deputato federale e nel 2026 è entrato nel Partito Liberale, la formazione politica della famiglia Bolsonaro.

In Parlamento ha continuato a occuparsi di sicurezza e ha acquisito visibilità nazionale come relatore della commissione parlamentare d’inchiesta sulle presunte irregolarità nell’Istituto nazionale di previdenza sociale (INSS). 

Il suo rapporto finale ha attribuito responsabilità al governo Lula e proposto il coinvolgimento giudiziario di Fabio Luis Lula da Silva, figlio del presidente, ma le conclusioni sono state respinte dalla maggioranza della commissione.

La scelta di Gaspar come candidato vicepresidente si inserisce nel tentativo di Flávio Bolsonaro di valorizzare temi come la sicurezza pubblica e di rafforzare la propria presenza politica nel Nord-Est del Paese.

I due candidati alla vicepresidenza portano così nelle rispettive formule esperienze differenti: Alckmin rappresenta una lunga carriera amministrativa e un profilo politico pragmatico, mentre Gaspar proviene dal sistema giudiziario e dalla gestione della sicurezza pubblica.