CITTÀ DEL VATICANO - Papa Leone XIV non parteciperà all’incontro internazionale per la pace in programma il 27 ottobre ad Assisi.

Nonostante il buon andamento del recupero dopo l’intervento di chirurgia toracica della scorsa settimana, i medici hanno sconsigliato, per precauzione, il previsto viaggio in elicottero. 

La decisione è stata comunicata dopo una radiografia di controllo al torace, che ha confermato l’ottimo decorso post-operatorio del Pontefice. 

Secondo quanto riferito dai medici curanti, Luigi Carbone e Stefano Margaritora, le condizioni di Leone XIV sono positive, ma il tempo trascorso dall’operazione è ancora troppo breve per affrontare lo spostamento programmato. 

La Sala stampa vaticana ha quindi confermato che il Papa non sarà presente alla conclusione dell’incontro “Pace disarmata e disarmante”, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio in occasione del quarantesimo anniversario della Giornata mondiale di preghiera per la pace, convocata ad Assisi da Giovanni Paolo II nel 1986. 

Leone XIV invierà comunque un messaggio agli organizzatori, ai rappresentanti delle confessioni cristiane e delle altre religioni e agli ospiti dell’iniziativa. 

Il Pontefice intende ribadire il valore dello “spirito di Assisi”, fondato sul dialogo interreligioso e sulla ricerca condivisa di gesti concreti di pace, particolarmente importanti in un periodo segnato da numerosi conflitti. 

Intanto, incontrando gli operatori pastorali impegnati nell’educazione, il Papa ha rivolto un appello a costruire un rapporto di maggiore fiducia con le giovani generazioni. Leone XIV ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà vissute da molti adolescenti, tra fragilità familiari, isolamento digitale, insicurezza personale e paura del futuro. 

Di fronte a queste situazioni, ha sottolineato l’importanza dell’ascolto e della capacità degli adulti di riconoscere il bisogno di comprensione che spesso si nasconde dietro atteggiamenti di chiusura. Fondamentale, secondo il Pontefice, è offrire ai ragazzi l’esperienza “di qualcuno che crede in te prima che tu creda in te stesso”. 

Il Papa ha inoltre messo in guardia da una concezione della meritocrazia che rischia di misurare il valore delle persone soltanto attraverso i risultati raggiunti. “Sotto la corazza, che tanti adolescenti si costruiscono per non soffrire, si cela il desiderio di amare ed essere amati”, ha osservato. 

Le sue parole arrivano nei giorni delle violente proteste che hanno interessato Milano e altre città europee, con il coinvolgimento anche di numerosi minorenni, e si inseriscono nel dibattito sulle risposte da dare al disagio giovanile. 

Sul tema è intervenuto anche don Claudio Burgio, cappellano dell’istituto penale minorile Cesare Beccaria di Milano, criticando l’idea di affrontare la criminalità minorile esclusivamente attraverso l’inasprimento delle misure punitive. 

“Sostituire la logica educativa con una visione puramente repressiva allineando il trattamento dei minori a quello degli adulti non migliorerà nulla”, ha dichiarato, ricordando che un reato commesso durante l’adolescenza può rappresentare anche una richiesta di aiuto.