CANBERRA – Alcuni tra i più autorevoli esperti di diritto costituzionale australiano ritengono che esista una possibilità concreta che la High Court annulli il recente divieto federale imposto a White Australia, noto anche come National Socialist Network, uno dei gruppi neonazisti più conosciuti del Paese.
Il governo Albanese aveva inserito l’organizzazione nell’elenco dei prohibited hate groups a maggio, utilizzando le nuove norme approvate dopo l’attentato terroristico di Bondi Beach dello scorso anno.
Il ministro degli Interni Tony Burke intervenne mentre il gruppo stava tentando di costituire un proprio partito politico.
White Australia sostiene ora che la legge sia incostituzionale e ha portato il caso davanti alla High Court.
La costituzionalista Anne Twomey ha osservato che le norme federali sembrano essere state approvate in gennaio con eccessiva fretta e senza un esame sufficiente.
Secondo Twomey, una sconfitta del governo avrebbe certamente conseguenze politiche, ma la questione più importante riguarda la validità stessa della normativa e il modo in cui potrebbe essere utilizzata in futuro.
I ricorrenti contestano la legge su tre fronti principali: sostengono che il Commonwealth non abbia il potere costituzionale di approvarla, che essa violi la libertà implicita di comunicazione politica e che comprometta la separazione dei poteri tra esecutivo e magistratura.
Il costituzionalista Anthony Gray ha spiegato che il governo, dal canto suo, sostiene che i rischi provocati da un gruppo vietato possano giustificare restrizioni a forme di comunicazione politica altrimenti protette.
Il precedente storico più rilevante risale agli anni Cinquanta, quando la High Court invalidò il tentativo del governo Menzies di sciogliere il Communist Party.
Twomey ha ricordato che anche allora la decisione provocò forte sorpresa, dimostrando che la Corte può annullare una legge politicamente molto rilevante quando la ritiene incompatibile con la Costituzione.
La natura estremista delle idee sostenute da White Australia, ha aggiunto, non può essere il criterio decisivo per i giudici.
La Corte dovrà invece valutare come una legge simile potrebbe essere utilizzata in futuro anche da un governo meno democratico.
Il deputato Laburista del New South Wales Stephen Lawrence ha espresso preoccupazione per le conseguenze politiche di un’eventuale vittoria del gruppo, osservando che il leader Thomas Sewell potrebbe sfruttare il risultato per rilanciare pubblicamente il progetto di un White Australia Party.
Jamie Hyams, dell’Australia/Israel and Jewish Affairs Council, ritiene invece che la normativa contenga garanzie adeguate, tra cui il coinvolgimento dell’ASIO e l’obbligo di informare il leader dell’opposizione.
Se la High Court dovesse dichiarare invalide le norme, il governo federale potrebbe comunque riscriverle.
Gray ha ricordato che in passato il Commonwealth ha già corretto leggi bocciate dalla Corte per renderle compatibili con la Costituzione.
L’udienza è fissata per l’8 e 9 settembre, mentre la sentenza potrebbe venire pronunciata soltanto dopo diverse settimane o mesi.