SYDNEY - Più di 200 dipendenti di Bathla Group sono stati sospesi dal lavoro e diversi cantieri sono stati fermati mentre uno dei maggiori operatori immobiliari di Sydney tenta di evitare il collasso definitivo.

213 dei 350 dipendenti del gruppo sono stati formalmente sospesi durante una riunione tenuta questa mattina a Sydney.

Gli amministratori hanno tuttavia annunciato di avere ottenuto finanziamenti a breve termine attraverso cinque istituti di credito collegati ai progetti in corso. Gli importi e l’identità dei finanziatori non sono stati resi pubblici.

Stephen Longley, amministratore della società di consulenza per insolvenze Teneo, ha spiegato che le nuove risorse consentiranno a Bathla di mantenere una struttura operativa minima per altre due settimane, mentre vengono cercate soluzioni più durature.

“La nostra priorità immediata è stata garantire finanziamenti sufficienti a mantenere una struttura operativa minima sostenibile”, ha dichiarato.

Secondo Longley, gli accordi raggiunti permetteranno di fornire il coordinamento centrale necessario per proseguire la costruzione nei progetti collegati ai finanziatori che hanno aderito al pacchetto.

Ha però avvertito che resta ancora molto lavoro da fare per trovare le risorse necessarie a portare avanti e completare tutti i cantieri al momento aperti.

I dati presentati ai creditori indicano che Bathla ha debiti complessivi per 3,4 miliardi di dollari.

Di questi, 3,08 miliardi sono dovuti a creditori garantiti, 130 milioni a creditori non garantiti, 145 milioni all’Australian Taxation Office e circa 4 milioni ai dipendenti.

Bathla è uno dei principali operatori residenziali di Sydney e ha 45 progetti in costruzione.

La società è entrata in amministrazione volontaria alla fine di agosto, dopo che il governo del New South Wales aveva escluso un intervento di salvataggio.

Secondo il sito aziendale, il gruppo ha una portafoglio di ordinativi che comprende 20mila appartamenti e altre 7mila abitazioni, una quota rilevante rispetto all’obiettivo del governo statale di realizzare 75.400 nuove case all’anno per cinque anni fino al 2029.

La crisi ha lasciato nell’incertezza anche gli acquirenti che avevano comprato immobili sulla carta, senza sapere quando, o se, le abitazioni verranno completate.

Anche diversi appaltatori stanno tentando di recuperare somme ancora dovute.

Fondata nel New South Wales nel 1997, Bathla si aggiunge a una lunga serie di società edilizie australiane entrate recentemente in amministrazione volontaria o liquidazione.