MELBOURNE – Sanità, transizione energetica e sviluppo delle aree regionali entrano al centro della campagna elettorale nel Victoria, dove laburisti e Coalizione liberale-nazionale cercano di conquistare gli elettori con proposte che puntano a incidere sulla vita quotidiana e sulle prospettive economiche dello Stato.

Sul fronte sanitario, il terreno del confronto è quello dell’interruzione di gravidanza. Dopo l’annuncio del governo laburista guidato da Ben Carroll, anche l’opposizione di Jess Wilson ha promesso di garantire l’accesso gratuito all’aborto fino alla sedicesima settimana di gestazione in caso di vittoria alle elezioni di novembre. Il Victoria potrebbe così diventare il primo Stato australiano a introdurre una copertura di questo tipo, indipendentemente dall’esito del voto.

Entrambe le proposte prevedono di coprire le spese direttamente sostenute dalle pazienti, compresi consulti medici, ecografie, esami diagnostici e farmaci. I costi possono superare i mille dollari, una barriera significativa soprattutto per le donne con minori disponibilità economiche.

L’annuncio della Coalizione è arrivato poche ore dopo quello dei laburisti. Wilson ha accusato il governo di voler trasformare la questione in uno strumento di propaganda elettorale, sostenendo che dodici anni al potere non siano bastati a garantire un accesso adeguato ai servizi sanitari. La leader liberale ha inoltre promesso di ampliare il programma statale che contribuisce alle spese di viaggio e alloggio per chi deve spostarsi per ricevere cure, con particolare attenzione alle donne delle zone rurali e regionali.

Le due proposte presentano però una differenza importante. I laburisti intendono estendere da nove a dieci settimane il limite per l’aborto farmacologico e avviare una revisione clinica per valutare la possibilità di portarlo fino a dodici settimane. La Coalizione non ha assunto impegni analoghi. Il piano del governo ha un costo stimato di 30 milioni di dollari in quattro anni e punta a ridurre le disparità territoriali, in un contesto in cui, secondo i dati citati dai laburisti, l’83% dei medici di base del Victoria non offre servizi per l’interruzione di gravidanza.

Parallelamente, il governo statale ha dato il via libera al Warracknabeal Energy Park, un progetto destinato a diventare uno dei principali simboli della trasformazione energetica del Victoria e dello sviluppo delle comunità rurali. La ministra della Pianificazione, Sonya Kilkenny, ha approvato il piano promosso da WestWind Energy, che attende ora il completamento delle verifiche ambientali federali.

L’impianto sorgerà su circa 26.000 ettari di terreni agricoli a ovest di Warracknabeal e a nord di Horsham, oltre 300 chilometri da Melbourne. Sono previste 219 turbine eoliche e due sistemi di accumulo a batteria da 300 megawatt ciascuno, per una capacità complessiva di generazione di 1,5 gigawatt, sufficiente, secondo il promotore, a fornire elettricità a circa 1,2 milioni di abitazioni.

La costruzione dovrebbe creare quasi 950 posti di lavoro, con ricadute potenzialmente significative sull’economia locale. Il progetto ha raccolto consensi per le opportunità occupazionali e gli investimenti, ma anche preoccupazioni per l’impatto paesaggistico, la tutela della fauna e della flora e la disponibilità di alloggi per i lavoratori.

Per le comunità interessate, il parco rappresenta una possibile occasione di rilancio economico e demografico. Resta da ottenere l’autorizzazione federale definitiva.

I due dossier, pur diversi, mettono in evidenza le priorità che accompagneranno il confronto elettorale: accesso ai servizi, riduzione delle disuguaglianze territoriali, investimenti e futuro economico dello Stato.