DALLAS (Texas) – Le midterm si avvicinano e una serie di clamorosi errori durante la stagione delle primarie ha minato la fiducia dell’opinione pubblica nei sondaggi. Le rilevazioni hanno sbagliato le previsioni di un margine compreso tra i 10 e i 25 punti percentuali in alcune competizioni di grande rilievo in Wisconsin, Michigan e Minnesota, tuttavia i sondaggi relativi alle midterm sono storicamente molto affidabili e decisamente più precisi di quelli per le elezioni presidenziali con un margine di errore piuttosto basso, del 4,8%. 

Al momento diversi istituti demoscopici e piattaforme di previsione evidenziano un significativo vantaggio a favore dei democratici disegnando uno scenario competitivo non solo alla Camera ma anche per il rinnovo del Senato. Nel primo caso ai dem servono 6 seggi per ottenere il controllo, nel secondo caso 4.

Secondo Decision Desk HQ, ad esempio, la possibilità che il partito d’opposizione riconquisti la House è del 72%, del 54% la probabilità di riprendersi la Camera alta. Un’analisi FIRSTonline riporta stime ancora più nere per Donald Trump indicando l’88,1% di possibilità per la Camera e il 71,9% per il Senato, mentre per Real Clear Politics il distacco tra i due partiti è di circa 9 punti percentuali.

Perfino le piattaforme di previsione e trading politico come Kalshi hanno registrato un’inversione di tendenza a favore del fronte progressista, con quote che stimano il passaggio del controllo del Senato ai democratici intorno al 62-63%. I dati territoriali evidenziano come anche collegi storicamente considerati roccaforti conservatrici siano in bilico.

Secondo le rilevazioni di Focus America, Stati tradizionalmente terra del Grand Old Party mostrano capovolgimenti rispetto alle elezioni del 2024 per il Senato: in Ohio da un margine del +11,3% dei repubblicani a un vantaggio dem di +4% oggi. E ancora in Alaska, dove il partito repubblicano era avanti di ben 13,7 punti percentuali, ora l’opposizione si attesta a un +2,2%. 

Trump continua a minimizzare i dati accusando i sondaggisti di diffondere fake news. Ma il fatto è che il gradimento nei confronti del Presidente continua ad essere ai minimi. Secondo uno degli ultimi sondaggi di Reuters-Ipsos, solo il 32% degli americani approva il Presidente, un dato che scende al 24% tra gli ispanici che lo avevano portato alla vittoria nel 2024.

Elon Musk, nel frattempo, prova a salvare i repubblicani in Texas a suon di milioni. L’uomo più ricco del mondo è impegnato in prima fila nello Stato roccaforte dei conservatori che ha scelto come casa. Nei mesi scorsi, Musk si è sentito con il partito repubblicano per definire dove investire e la scelta è ricaduta sul Texas e su Ken Paxton, il candidato di Donald Trump al Senato in difficoltà nei sondaggi.

Secondo quanto riporta Axios, il miliardario ha staccato un assegno a settembre da 158 milioni per il Super PAC che aiuta i candidati conservatori alla Camera alta e un altro da 10 milioni al Lone Star Liberty PAC, il comitato che sostiene Paxton. Donazioni che per i repubblicani sono state una boccata d’ossigeno. Il timore era infatti quello di dover privare di risorse altre corse decisive per sostenere Paxton, la cui vittoria è cruciale per mantenere la maggioranza in Senato.