CANBERRA – Il mercato del lavoro australiano mostra segnali di raffreddamento, ma la debolezza non è uniforme e alcune parti dell’economia continuano a reggere meglio grazie alla diversa esposizione al conflitto in Medio Oriente e al boom dell’intelligenza artificiale.

I dati pubblicati ieri dall’Australian Bureau of Statistics indicano che il tasso di disoccupazione nazionale è salito al 4,7 per cento a settembre, il livello più alto degli ultimi cinque anni.

Nel NSW il dato è aumentato di 0,4 punti percentuali, mentre nel Victoria è rimasto sopra il 5 per cento.

Il Western Australia si muove invece in controtendenza, con la disoccupazione scesa al 4,2 per cento.

Secondo Blair Chapman, capo economista di Seek, una differenza analoga emerge anche dagli annunci di lavoro pubblicati sulla piattaforma.

“Il Western Australia sembra rappresentare un’eccezione sul fronte dell’occupazione”, ha spiegato.

Chapman ritiene che la tenuta dello Stato sia legata in parte all’andamento delle materie prime.

I prezzi del gas sono aumentati con il conflitto in Medio Oriente, mentre anche oro e altre risorse centrali per l’economia del WA hanno registrato rialzi.

Questo, ha osservato, sta sostenendo in particolare i comparti minerario ed energetico.

Nel complesso, la crescita dell’occupazione si è mantenuta relativamente solida nonostante il calo della fiducia dei consumatori e l’aumento dei tassi d’interesse.

Tra aprile e giugno le assunzioni nei settori più esposti alla spesa delle famiglie si erano indebolite, ma da allora i consumi hanno resistito meglio del previsto e anche la domanda di personale si è mostrata più robusta.

Una parte del peggioramento graduale del mercato del lavoro nel 2026 deriva inoltre dall’aumento delle persone che cercano un’occupazione o un secondo impiego per far fronte al costo della vita.

Madeline Hill, direttrice generale della società di reclutamento Randstad, ha riferito che il 36 per cento dei lavoratori australiani sta cercando o ha già accettato un secondo lavoro.

La domanda resta però molto concentrata in alcuni comparti.

La crescita dei data centre sta alimentando un forte fabbisogno di mestieri specializzati, con richieste di tecnici per riscaldamento, ventilazione e aria condizionata aumentate del 249 per cento.

Secondo Hill, l’Australia potrebbe trovarsi di fronte a “un mercato a due velocità”, nel quale il rallentamento generale nasconde ancora una forte domanda in settori specifici.