MELBOURNE – Un’indagine dell’Independent Broad-based Anti-corruption Commission (IBAC) ha ricostruito una lunga serie di omissioni all’interno dell’amministrazione del Victoria dopo la scoperta di errori nei criteri utilizzati per assegnare i sostegni economici alle imprese durante la pandemia.
Il rapporto pubblicato ieri stima che circa 257 milioni di dollari siano stati versati a 9mila attività che non avrebbero avuto diritto ai contributi previsti dal Business Cost Assistance Program.
Secondo IBAC, due alti funzionari avrebbero scelto di non riferire ai propri superiori la reale dimensione delle perdite.
Il premier Ben Carroll, che durante la pandemia ricoprì per un periodo l’incarico di ministro per il Sostegno e la ripresa dell’industria, ha dichiarato di essere rimasto deluso dalla condotta emersa dall’indagine.
“Dobbiamo assicurarci che ogni dipendente pubblico sappia che il proprio compito è fornire consigli franchi e senza timori”, ha affermato.
IBAC non ha formulato rilievi negativi nei confronti di Carroll.
L’inchiesta era iniziata nell’agosto 2022 dopo le segnalazioni di informatori su possibili condotte improprie tra alti funzionari dell’allora Dipartimento per l’Impiego, Distretti e Regioni, successivamente riorganizzato.
Al centro del caso c’era il metodo utilizzato per stabilire se le imprese fossero operative prima dei lockdown.
Il Dipartimento aveva fatto affidamento sulla registrazione alla GST, senza considerare che le aziende possono legalmente retrodatare l’iscrizione. Questo avrebbe consentito ad alcune attività di apparire come operative prima delle restrizioni e quindi come penalizzate dalle chiusure.
La commissaria IBAC Victoria Elliott ha affermato che la successiva gestione delle informazioni non fu né episodica né frutto di una semplice svista.
Secondo il rapporto, furono prese decisioni per nascondere l’entità delle perdite e, nel tempo, vennero create e diffuse informazioni fuorvianti.
Elliott ha anche elogiato il “coraggio” degli informatori che portarono il caso all’attenzione dell’autorità anticorruzione.
La leader dell’opposizione Jess Wilson ha definito preoccupanti le conclusioni dell’indagine, sostenendo come il rapporto dimostri una gestione inadeguata del denaro dei contribuenti.