CAGLIARI - Sono tre le persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro. Al Porto canale cagliaritano un autotrasportatore, Carlo Spiga, di 61 anni, residente a Monastir, è morto schiacciato da un carico di grandi tubi che stava scaricando dal suo camion. Secondo i primi riscontri, i tubi hanno travolto l’uomo a causa del cedimento delle cinghie con cui erano ancorati al mezzo pesante. L’incidente è avvenuto nell’area gestita da Grendi. Il corpo sarebbe stato trovato da alcuni colleghi. Sono intervenuti sul posto gli operatori del 118, i vigili del fuoco, i carabinieri della del capoluogo regionale sardo e i tecnici dello Spresal, il Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl 8. All’arrivo dei soccorsi per l’operaio non c’era più nulla da fare. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia e stabilire le eventuali responsabilità. Bisognerà capire come e perché il carico di giganteschi tubi che si trovavano sul semirimorchio del camion siano caduti durante le operazioni di scarico e stabilire se tutte le procedure previste durante le operazioni portuali sano state rispettate.
Un giovane di 23 anni, residente a Scerni (Chieti), ha perso la vita in un incidente avvenuto nei capannoni della cantina sociale San Panfilo, in contrada Piano Scancello. In base alle prime informazioni raccolte sul posto, il giovane, identificato con le iniziali A. D. R., stava effettuando lavori di pulizia di una vasca interna alla struttura. La dinamica dell’accaduto è al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Atessa, coordinati dal tenente Francesco Giovine, impegnati negli accertamenti per ricostruire quanto successo.
Infine, un operaio che stava lavorando nel cantiere dell’Alta Velocità a Firenze, in via Onofrio Zefferini, è morto in un incidente sul lavoro. Sul posto sono intervenute la polizia e un’ambulanza. Le attività per chiarire la dinamica sono ancora in corso.