SYDNEY - Anthony Albanese ha accusato i principali partiti della destra australiana di essere impegnati in una “corsa verso il basso”, sostenendo che Liberali, Nazionali e One Nation stiano cercando consenso alimentando risentimento sociale senza presentare un’alternativa di governo solida.

Ieri, il primo ministro è intervenuto alla conferenza del Partito del New South Wales, alla Sydney Town Hall, luogo legato ai suoi primi anni di attività politica. Davanti alla base laburista, Albanese ha sostenuto che un semplice cambio d’immagine non basterebbe ai Liberali per recuperare terreno tra gli elettori, perché il problema sarebbe nelle scelte politiche, non nella comunicazione.

“Non è il loro messaggio di vendita, sono le loro politiche - ha detto -. Non è come si chiamano, è ciò che sono”. Il primo ministro ha poi definito i tre partiti “l’asse del risentimento”, accusandoli di competere per apparire più ostili all’equità, ai lavoratori e alle aspirazioni degli australiani.

L’attacco viene sferrato pochi giorni dopo le dichiarazioni della deputata liberale Melissa McIntosh, secondo la quale il partito avrebbe bisogno di un rebrand per restare rilevante. La questione è diventata più urgente per l’opposizione, mentre diversi sondaggi indicano uno spostamento di consensi verso One Nation, in crescita rispetto alla Coalizione.

Il deputato liberale Dan Tehan ha escluso però un accordo con il partito guidato da Pauline Hanson per cercare di rimuovere il Partito laburista dal governo. Ospite di ABC Insiders, Tehan ha risposto “no” dopo ripetute domande su una possibile coalizione. “Siamo una coalizione, Partito liberale-Partito nazionale. Non se ne parla nemmeno”, ha detto.

Anche il senatore dei Nazionali Matt Canavan ha ridimensionato la portata dell’avanzata di One Nation, sostenendo che gli elettori abbiano “rimostranze legittime” contro l’azione del Partito laburista e che questo aiuterà la Coalizione a recuperare. Canavan ha definito Albanese “capitano dello status quo”, accusando il governo di aumentare tasse, spesa pubblica e dipendenza da energia solare ed eolica fonti discontinue e inaffidabili.

Il senatore di One Nation Sean Bell ha a sua volta attaccato l’esecutivo, sostenendo che il multiculturalismo sia una dottrina fallita. “Noi crediamo che il multiculturalismo non funzioni - ha detto -. Crediamo che debba essere abolito”.

Albanese ha respinto le critiche alla linea del governo, inclusa la decisione di procedere con modifiche fiscali controverse che in passato aveva escluso. Il primo ministro ha negato che il Partito laburista difenda l’assetto esistente, ma ha anche contestato la proposta di “buttare tutto giù e andarsene”. “Scegliamo il progresso rispetto alla protesta, l’azione rispetto alla rabbia, i risultati rispetto all’indignazione”, ha detto.

Il confronto conferma che la crescita di One Nation sta modificando il terreno politico a destra, costringendo la Coalizione a chiarire la propria posizione e offrendo al Partito laburista un bersaglio unitario in vista della prossima fase parlamentare.