ADELAIDE – Anthony Albanese ha definito il congresso nazionale del Partito laburista il più trasparente e coeso della politica australiana, nonostante il blocco del dibattito su una linea più severa nei confronti di Israele.

L’ex ministro Ed Husic, oggi deputato senza incarichi di governo, aveva cercato di portare in aula una modifica alla piattaforma del partito per includere un riferimento al “genocidio” nei confronti dei palestinesi. I responsabili delle correnti interne hanno però impedito che la proposta venisse discussa durante i tre giorni di lavori conclusi sabato.

Con l’eccezione del confronto sull’uso della telemedicina per l’accesso alla morte volontaria assistita, tutti gli emendamenti sono stati approvati senza opposizione.

Ospite ieri del programma Insiders di ABC, Albanese ha sostenuto come il Partito laburista sia oggi più unito rispetto al passato e ha contrapposto il congresso alle riunioni a porte chiuse tenute da Liberali e Nazionali.

Husic ha confermato che resterà nel partito, ma ha invitato gli iscritti a continuare a esercitare iniziativa sulla piattaforma. Il deputato si è detto sorpreso dall’energia impiegata per fermare la sua proposta anziché discuterne pubblicamente il contenuto.

Albanese ha replicato che la posizione adottata dal congresso mantiene un equilibrio adeguato. Il documento approvato si oppone all’annessione israeliana dei territori palestinesi e chiede la fine degli insediamenti illegali.

Il portavoce dell’opposizione per gli Interni Jonathon Duniam ha accusato il primo ministro di governare il partito con il “pugno di ferro”, sostenendo che ogni dissenso venga neutralizzato con efficienza e rapidità. Secondo Duniam, i vertici avrebbero concentrato tutti gli sforzi sul tentativo di contenere Husic.

Il premier del South Australia Peter Malinauskas ha riconosciuto che il confronto interno continua, ma spesso lontano dalla sala congressuale. Ha difeso questa scelta come espressione di disciplina e ha osservato che Gaza, pur essendo una questione rilevante, non rappresenta la principale preoccupazione degli elettori australiani.

Il direttore esecutivo dell’Australia/Israel and Jewish Affairs Council, Colin Rubenstein, ha accolto favorevolmente il mancato voto sull’emendamento. Ha però criticato la rimozione dalla piattaforma di riferimenti espliciti al disarmo di Hamas.

Sul congresso ha anche aleggiato l’ombra della crescita di One Nation. Il segretario nazionale del Partito laburista Paul Erickson ha sostenuto che una futura collaborazione tra la Coalizione e il partito di Pauline Hanson sia probabile, osservando che i sondaggi mostrano come nessuno dei due schieramenti possa vincere senza l’altro.