CANBERRA – Anthony Albanese porterà negli Stati Uniti la strategia australiana sulla sicurezza digitale, con una visita che toccherà Silicon Valley e New York e culminerà nella partecipazione all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il primo ministro parte per una missione di una settimana, durante la quale incontrerà anche l’ex amministratore delegato di Apple Tim Cook per discutere delle nuove misure di controllo parentale sviluppate dall’azienda.
L’incontro giunge quasi un anno dopo l’introduzione in Australia del divieto, primo al mondo nel suo genere, per l’uso dei social media da parte dei minori di 16 anni.
Alcune delle misure di controllo parentale adottate da Apple sono state in parte ispirate proprio dall’iniziativa australiana.
Cook aveva invitato Albanese a visitare la sede dell’azienda in California dopo una telefonata tra i due avvenuta a giugno.
La sicurezza digitale sarà anche uno dei temi centrali della presenza del primo ministro a New York durante la settimana di incontri ad alto livello dell’ONU, il più importante appuntamento annuale tra leader mondiali.
Dopo il divieto sui social media per i minori, il governo federale ha annunciato anche l’intenzione di introdurre un obbligo di tutela digitale per i giganti tecnologici, imponendo loro di rimuovere contenuti dannosi e consentendo agli utenti di scegliere di non utilizzare feed regolati da algoritmi.
Il Partito laburista ha inoltre delineato standard nazionali per le società di intelligenza artificiale, prevedendo l’uso di energia rinnovabile e l’obbligo per i data centre di contribuire al finanziamento di nuova capacità elettrica.
“L’Australia si sta adoperando per prevenire i danni online, in particolare quelli che colpiscono i nostri minori, e sono orgoglioso che stia fissando uno standard mondiale sulla sicurezza digitale”, ha dichiarato Albanese.
Il primo ministro ha aggiunto che durante gli incontri saranno affrontati anche costo dei carburanti, cambiamento climatico e conflitti internazionali.
A margine dell’Assemblea generale sono previsti numerosi colloqui bilaterali, mentre Canberra intensifica la propria campagna per ottenere un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
L’Australia punta a entrare nel Consiglio per il biennio 2029-30. Il voto è previsto nel 2028, ma l’attività diplomatica entrerà ora in una fase più intensa.
Il Paese ha occupato l’ultima volta un seggio nel Consiglio di Sicurezza nel 2013-14.