Per generazioni alle donne è stato suggerito, quasi come una regola non scritta, che con l’avanzare dell’età fosse necessario cambiare radicalmente il proprio look. Capelli più corti dopo i 50 o i 60 anni, colori meno audaci, acconciature più discrete e, soprattutto, un progressivo abbandono degli stili considerati troppo glamour o giovanili.
Oggi questa idea sta lentamente perdendo terreno. Sempre più donne scelgono di non adeguarsi a canoni di bellezza legati all’età e preferiscono continuare a portare i capelli nel modo che meglio esprime la propria personalità. A cambiare, semmai, non dovrebbe essere lo stile imposto dall’anagrafe, ma il modo di prendersi cura dei capelli, che nel tempo può richiedere attenzioni diverse.
Un esempio emblematico è quello di Kim Cattrall, celebre interprete di Samantha Jones in Sex and the City, che ha costruito nel corso della sua carriera un’immagine fortemente legata a capelli curati, look sofisticati e una bellezza sempre glamour. Il suo settantesimo compleanno, festeggiato qualche settimana fa, rappresenta anche un’occasione per riflettere su quanto siano ormai superate alcune delle convinzioni più radicate sull’aspetto delle donne mature.
Una delle convinzioni più persistenti è che, superata una certa età, i capelli corti siano automaticamente più adatti. In realtà, non esiste una ragione universale per cui una donna debba rinunciare alla lunghezza semplicemente perché ha raggiunto i 50, i 60 o i 70 anni.
La scelta del taglio dovrebbe tenere conto piuttosto della consistenza, della densità e delle condizioni dei capelli, oltre che della forma del viso e dello stile di vita. Anche chi desidera mantenere una chioma lunga può ottenere un risultato leggero e armonioso attraverso scalature, movimento e ciocche capaci di incorniciare il volto.
Quando i capelli diventano più sottili, inoltre, accorciarli drasticamente non rappresenta necessariamente la soluzione. Un taglio studiato in modo strategico può infatti creare maggiore movimento e dare visivamente l’impressione di una chioma più piena.
Anche il colore dei capelli è stato a lungo sottoposto a rigide regole anagrafiche. Con l’età, secondo una convinzione ancora diffusa, sarebbe preferibile abbandonare tonalità luminose o particolarmente audaci per orientarsi verso colori più sobri.
In realtà, il punto non è tanto rinunciare a un determinato colore, quanto trovare la tonalità più adatta al proprio incarnato e alle caratteristiche attuali dei capelli. Con il passare degli anni possono cambiare sia il tono della pelle sia il colore naturale della chioma: una tonalità che funzionava perfettamente in passato potrebbe quindi avere bisogno di essere semplicemente modificata.
A volte può bastare aggiungere maggiore profondità e dimensione, giocare con sfumature e colpi di luce oppure modificare il grado di calore del colore. Non esiste, dunque, un momento preciso in cui una donna debba necessariamente diventare castana, bionda o lasciare che i capelli diventino completamente grigi.
Il rapporto con i capelli bianchi e grigi è cambiato profondamente negli ultimi anni. Se in passato la comparsa delle prime ciocche veniva quasi automaticamente associata alla necessità di coprirle, oggi sono sempre più numerose le donne che scelgono di valorizzarle o di inserirle gradualmente nel proprio colore.
Una delle possibilità è la cosiddetta fusione del grigio, che consente di rendere meno evidente il contrasto tra la ricrescita e il resto della chioma. Attraverso colpi di luce e tonalizzazioni, il grigio può essere integrato nel colore complessivo, evitando il continuo ciclo di copertura delle radici.
In questo modo i capelli bianchi smettono di essere qualcosa da nascondere e diventano una componente naturale dell’immagine.
Con l’età, uno dei cambiamenti più frequenti riguarda la densità e la consistenza dei capelli. In questi casi, concentrarsi sul volume può risultare più efficace che intervenire semplicemente sulla lunghezza.
Prodotti troppo pesanti possono appesantire rapidamente una chioma più sottile, mentre formule leggere, tagli studiati e tecniche di asciugatura adeguate possono aiutare a creare maggiore movimento. Anche la cura del cuoio capelluto assume un ruolo importante: ridurre le tensioni eccessive, limitare il calore non necessario e prestare maggiore attenzione alla salute della cute contribuisce a mantenere i capelli in condizioni migliori nel tempo.
Forse il cambiamento più significativo riguarda però il modo stesso in cui si parla di bellezza e invecchiamento.
L’obiettivo non è più necessariamente quello di costruire un’immagine che faccia apparire più giovani. La richiesta si sta spostando verso capelli più sani, luminosi, corposi e facili da gestire. Una differenza tutt’altro che marginale, perché suggerisce un cambio di prospettiva: non c’è nulla di sbagliato nell’apparire della propria età.
Un taglio valorizzante, un colore che piace, movimento e luminosità possono funzionare a 30, 50, 60 o 70 anni. La cura dei capelli può naturalmente cambiare con il tempo, ma non deve essere l’età a stabilire quale stile sia consentito.