JAKARTA – L’Indonesia ha ricevuto la sua prima portaerei, l’ex ITS Giuseppe Garibaldi della Marina italiana, destinata a rafforzare le capacità marittime del Paese e a fornire una nuova piattaforma per interventi di emergenza e protezione civile.
La nave, entrata in servizio 41 anni fa e ritirata dal servizio dall’Italia nel 2024, è arrivata questa mattina alla base navale di Tanjung Priok, nel nord di Jakarta, dove è stata accolta con una cerimonia militare.
Roma aveva concordato a marzo il trasferimento dell’unità all’Indonesia, nell’ambito di un più ampio rafforzamento della cooperazione nel settore della difesa. L’Italia punta anche ad accordi su sommergibili e velivoli, mentre la cessione consente di evitare i costi di smantellamento della nave.
Con l’arrivo della Garibaldi, l’Indonesia diventa soltanto il secondo Paese del Sud-est asiatico a disporre di una portaerei, dopo la Thailandia con la HTMS Chakri Naruebet, entrata in servizio nel 1997.
La nave sarà formalmente incorporata nella Marina indonesiana la prossima settimana con il nome KRI Gajah Mada, in omaggio al celebre comandante militare del XIV secolo dell’epoca Majapahit.
Il presidente Prabowo Subianto ha fatto dello sviluppo delle capacità militari una delle priorità del proprio governo, promuovendo l’acquisto di sommergibili, fregate, caccia e missili e una maggiore cooperazione con diversi Paesi.
L’operazione ha però acceso un forte dibattito interno.
Analisti della difesa, economisti ed esponenti dell’opposizione contestano l’utilità di una portaerei per l’Indonesia e mettono in dubbio l’opportunità di sostenere costi elevati per ristrutturare e mantenere una nave ormai anziana.
Il ministero delle Finanze ha approvato nel 2025 finanziamenti per 450 milioni di dollari statunitensi, ma alcuni parlamentari ritengono che il costo finale possa essere molto più alto. TB Hasanuddin, membro della Commissione I del Parlamento, ha stimato che il solo ammodernamento potrebbe raggiungere 16mila miliardi di rupie, circa 900 milioni di dollari statunitensi.
Jakarta non intende comunque impiegare la nave secondo il modello delle grandi potenze navali.
Prabowo ha spiegato che sarà trasformata soprattutto in una piattaforma per elicotteri e droni, capace di operare come centro di comando mobile attraverso le migliaia di isole dell’arcipelago.
Il presidente ha sottolineato anche il possibile impiego contro incendi boschivi e delle torbiere e nelle operazioni successive a terremoti, eruzioni e altre calamità naturali frequenti in un Paese situato lungo la “Cintura di fuoco” del Pacifico.