ROMA - La polizia postale e la polizia di frontiera aerea hanno avviato indagini su una serie di allarmi bomba che giovedì 5 novembre hanno coinvolto sei voli in partenza o in arrivo negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa, provocando l’intervento dei caccia militari, due dirottamenti e controlli straordinari sugli aeromobili. Altri due aerei decollati dall’Italia sono stati sottoposti a verifiche a Madrid.
Le prime informative saranno trasmesse nelle prossime ore alle Procure competenti, che potranno aprire fascicoli per individuare gli autori delle minacce.
Gli investigatori stanno analizzando le email anonime ricevute dalle società aeroportuali, cercando eventuali collegamenti con i falsi allarmi dei giorni precedenti.
L’episodio più significativo ha riguardato il volo Finnair AY1761, partito da Helsinki e diretto a Roma. Dopo la segnalazione di un presunto ordigno a bordo, due caccia Eurofighter dell’Aeronautica militare italiana si sono alzati in volo per scortare l’aereo fino a Fiumicino.
Il velivolo è atterrato regolarmente intorno alle 9.30 e gli artificieri della polizia hanno avviato le operazioni di bonifica e i controlli su passeggeri e bagagli, senza che si registrassero conseguenze per la normale operatività dello scalo.
La stessa email anonima aveva indicato la presenza di una bomba anche sul volo Aer Lingus EI402, partito da Dublino e diretto a Roma. In questo caso il comandante ha scelto di cambiare rotta e atterrare nella base aerea francese di Évreux, in Normandia, accompagnato da caccia dell’aviazione militare francese.
Altre quattro segnalazioni hanno riguardato l’aeroporto di Milano Malpensa.
Un Airbus A321 della Wizz Air, partito alle 7 per Varsavia, è stato dirottato a Vienna dopo una minaccia ricevuta durante il volo. La compagnia ha confermato di aver applicato le procedure di sicurezza previste e di collaborare con le autorità.
Un secondo volo Wizz Air, diretto da Malpensa a Bucarest, ha invece raggiunto regolarmente la destinazione. L’aereo si trovava già in fase di avvicinamento quando è arrivata la segnalazione e non è stato necessario modificarne la rotta.
A Malpensa sono inoltre atterrati senza deviazioni un volo Aegean Airlines proveniente da Salonicco e un Ryanair partito da Porto, in Portogallo.
Per entrambi sono intervenuti gli artificieri della polizia, che hanno effettuato controlli sugli aeromobili e sui passeggeri.
Secondo fonti investigative, le due segnalazioni relative ai voli in arrivo a Malpensa sarebbero state contenute in un’unica email scritta in italiano, che indicava con precisione i numeri dei voli, le compagnie, le città di provenienza e gli orari di atterraggio.
A questi episodi si aggiungono due collegamenti Iberia partiti rispettivamente da Roma Fiumicino e Milano Linate e diretti a Madrid. Entrambi sono atterrati regolarmente nella capitale spagnola, dove sono stati ispezionati dalla Guardia Civil senza che venissero individuati ordigni.
L’attenzione degli investigatori italiani si concentra ora soprattutto sull’origine dei messaggi arrivati agli uffici di Aeroporti di Roma e ad altre società dello scalo di Fiumicino, che avevano come oggetto “segnalazione minaccia” ed erano firmati dai presunti “combattenti dello Stato Maschile”.
Il contenuto annunciava esplosioni sui voli provenienti da Helsinki e Dublino, accompagnando la minaccia con riferimenti a un presunto “regime femminista”. Non è stato accertato chi si nasconda dietro quella firma.
La polizia postale sta cercando di risalire agli indirizzi IP e ai server utilizzati per l’invio delle comunicazioni, ma secondo le prime verifiche alcuni messaggi potrebbero provenire da caselle di posta compromesse o da servizi che consentono di proteggere l’identità degli utenti.
Gli investigatori stanno valutando anche un possibile collegamento con le email che nei giorni scorsi avevano annunciato falsi ordigni su altri voli diretti a Roma e in circa 280 scuole italiane.
Il 3 novembre, in particolare, erano scattate procedure di sicurezza per due voli Ryanair in arrivo a Fiumicino da Lisbona e Dublino. Anche in quell’occasione erano intervenuti i caccia dell’Aeronautica militare, ma i controlli si erano conclusi senza trovare esplosivi.