BUENOS AIRES – Durante il Mondiale, il legame tra napoletani e argentini viene evocato soprattutto attraverso il calcio. Eppure questo rapporto affonda le sue radici ben oltre il pallone, nella storia dell’emigrazione italiana.

A ricordarlo è la nascita, all’Universtià Nazionale di La Plata (Unpl), del primo corso accademico dedicato alla lingua e alla cultura napoletana, un’iniziativa che punta alla diffusione, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio intangibile di una comunità che ha contribuito in modo determinante alla costruzione dell’identità argentina. 

La presentazione si è svolta il 25 giugno dell’Edificio Karakachoff dell’ateneo, segnando un momenti significativo nel riconoscimento della cultura partenopea all’interno dell’università pubblica argentina. 

L’iniziativa è diretta dall’Italia da Massimiliano Verde, che era collegato in videoconferenza da Napoli, ed è nata con l’obiettivo di promuovere la conoscenza della lingua napoletana e del suo patrimonio storico, letterario, artistico e musicale. Rivolgendosi non solo ai discendenti degli emigrati campani, ma a tutta la comunità accademica e alla società civile. 

Alla cerimonia hanno partecipato il corpo docente e i collaboratori della cattedra, tra cui Graciela Baum e María Laura Jojajuría, e il responsabile delle relazioni istituzionali dell’università, Alejandro Figurelli. 

Tra i suoi membri figura anche la professoressa Lorena Zuccarelli, impegnata da anni nella tutela della memoria dell’emigrazione italiana. Oltre ad avere un ruolo nella nuova cattedra, Zuccarelli collabora con Mercedes Canovi a un progetto di ricerca che raccoglie documenti, testimonianze e materiali storici sul naufragio del transatlantico Principessa Mafalda, una delle più grandi tragedie dell’emigrazione italiana verso il Sud America.  

“Questa cattedra riconosce e rende omaggio alla memoria, alla dignità, ai sacrifici e al lavoro delle migliaia di napoletani che, spinti dalla speranza di costruire un futuro migliore, emigrarono in Argentina, contribuendo in modo determinante allo sviluppo culturale, sociale, economico e umano del Paese”, spiega Lorena.  

La docente sottolinea come questa eredità costituisca una parte fondamentale del patrimonio sociale argentino e “una testimonianza esemplare della capacità creativa, solidale e trasformativa del popolo napoletano”. 

Tra il pubblico erano presenti rappresentanti del Centro Campano di La Plata, studenti universitari, membri della collettività italiana e giornalisti, tra cui Giuseppe Parisi, figlio di immigrati napoletani e conduttore, insieme alla moglie Estela Fariní, del programma radiofonico di musica e cultura Delicias Italianas a La RZ Radio, tutti i martedì dalle 14 alle 15 (ora argentina).

Foto di gruppo tra i presenti alla cerimonia di apertura della cattedra di Lingua e Cultura Napoletana alla Unlp.

L’incontro è stato aperto dalla proiezione di un video di presentazione nel quale, oltre a Verde, sono intervenuti anche i membri internazionali della cattedra Giuseppe Pietro Buono Nardella e Alfredo Di Costanzo, insieme al membro onorario Pietrangelo Chierchia.  

La successiva videoconferenza con Napoli ha lasciato spazio ai racconti personali di immigrati e figli di immigrati, che hanno condiviso esperienze legate alle proprie radici familiari. 

La “Cátedra Libre” nasce come spazio accademico aperto, “nel pieno rispetto dei principi della Universidad Nacional de La Plata”, come chiarisce Lorena, rivolto a chiunque sia interessato allo studio della lingua e della cultura napoletana.  

Pur avendo una vocazione internazionale, dedica particolare attenzione alle generazioni di origine napoletana residenti in Argentina, con l’intento di rafforzarne il legame con le proprie radici.  

“Per questo motivo – assicura Zuccarelli – la Cattedra si impegna a promuovere lo studio, la ricerca, la diffusione e la trasmissione intergenerazionale della lingua napoletana e del suo patrimonio culturale, comprendente la letteratura, la poesia, la musica, le arti, le tradizioni, i saperi e le espressioni popolari, nell'insieme del suo patrimonio materiale e immateriale, nella convinzione che esso rappresenti un valore universale degno di essere conosciuto, tutelato e tramandato alle future generazioni”. 

Dal punto di vista scientifico, l’attività didattica farà riferimento al corpus filologico, storico e linguistico elaborato da Carlo Iandolo, Raffaele Bracale e Renato De Falco, assunto come quadro metodologico e normativo della cattedra.  

Tale scelta, spiegano i promotori, garantirà rigore accademico, coerenza scientifica e fedeltà storica nell’insegnamento della lingua napoletana, favorendone anche la codificazione e la standardizzazione per una più efficace trasmissione e diffusione a livello nazionale e internazionale. 

Tra gli obiettivi figurano anche la produzione di materiali didattici e di ricerca, la realizzazione di attività artistiche e culturali aperte al pubblico, l’organizzazione di incontri, dibattiti e collaborazioni con istituzioni educative e culturali nazionali e internazionali, nonché la promozione del diritto umano alla cultura e alla diversità culturale attraverso il dialogo interculturale. 

Gli organizzatori auspicano che questa prima esperienza rappresenti l’inizio di un percorso stabile di incontri, iniziative e progetti dedicati alla diffusione della cultura napoletana nel Paese.  

Per informazioni sulle attività della cattedra è possibile consultare i suoi canali social o scrivere all’indirizzo catedranapolitana@gmail.com.